Peter Doherty – Felt Better AliveStrap Originals

Dal suo ritiro in Francia, Peter Doherty pubblica un terzo album solista: Felt Better Alive.

Al contrario di Alex James, bassista dei Blur, che si è ritirato nella campagna inglese con piglio imprenditoriale a produrre e vendere formaggi, Peter Doherty ha fatto una scelta più modesta, come risulta evidente già a partire da Felt Better Alive, il terzo album solista della sua carriera, pubblicato dall’etichetta indipendente Strap Originals, fondata da lui stesso. L’ex enfant terrible dei Libertines è ora un quieto, benché vivace campagnard.

Gran parte dei brani è stata scritta durante la gravidanza della compagna di Doherty, Katia de Vidas, e nei primi mesi di vita della loro figlia, Billie-May. La paternità e la vita domestica sono temi ricorrenti, come emerge in Pot Of Gold, una sorta di ninna nanna che intreccia affetto paterno e riflessioni esistenziali. La dimensione quotidiana si intreccia con quella paesaggistica: non mancano infatti riferimenti alla Normandia, dove Doherty risiede, come in Calvados, brano d’apertura che rende omaggio al celebre distillato locale e alla ciclicità della vita, o in Stade Océan, dedicata allo stadio di Le Havre.

Il disco arriva sulla scia di un periodo produttivo.

Questo lavoro segna il ritorno del musicista inglese a un progetto interamente personale dopo Hamburg Demonstrations e la collaborazione del 2022 con Frédéric Lo in The Fantasy Life of Poetry & Crime. Le canzoni di Felt Better Alive sono state composte in un periodo che coincideva con la lavorazione dell’album dei Libertines All Quiet On The Eastern Esplanade (2024), ma non sono state incluse in quel progetto, sia perché nate al di fuori della dinamica con Carl Barât, sia perché troppo legate all’esperienza individuale dell’autore.

Le registrazioni si sono svolte in un contesto casalingo e informale, tra amici e musicisti fidati. Centrale nella produzione è la figura di Mike Moore, chitarrista e collaboratore noto per il lavoro con Baxter Dury e Liam Gallagher. Alcuni brani sono nati a partire da idee grezze annotate da Doherty sul suo registratore portatile, poi sviluppate insieme a Moore fino a diventare co-composizioni. Tra gli ospiti figura anche la cantautrice irlandese Lisa O’Neill, che presta la voce in Poca Mahoney’s, un brano denso e narrativo che affronta con toni cupi la figura controversa di un prete.

Un episodio prevalentemente acustico

Lo stile musicale dell’album si orienta verso sonorità country e folk, spesso caratterizzate da un tono malinconico e da un’impostazione acustica. Doherty stesso ha definito il brano omonimo Felt Better Alive come una sorta di versione inglese di Pancho and Lefty di Townes Van Zandt, evocando la figura di un cowboy rock’n’roller invecchiato e disilluso. L’album alterna ballate intimiste come Empty Room — che chiude il disco evocando lo spazio creativo della casa — a episodi più vivaci e ruvidi, come Ed Belly, Out Of Tune Balloon, o Fingee, quest’ultimo costruito intorno a un’espressione gergale da backstage. Una menzione particolare merita The Day the Baron Died, presentata in questa sede nella sua versione originaria: il brano era già apparso in forma rivisitata come The Baron’s Claw nel disco dei Libertines.

Felt Better Alive di Peter Doherty si presenta come un’opera concepita nella semplicità del quotidiano, tra il suono delle onde, le voci dei bambini e la vita familiare. L’album è stato inizialmente pensato per intitolarsi If You Can’t Fight, Wear A Big Hat, frase poi incisa nell’anello interno del vinile insieme al motto “QPR FC RULE”, riferimento alla squadra di calcio Queens Park Rangers. L’intero progetto si configura come un viaggio sonoro personale, forse minore nella sua produzione, ma non privo di fascino.

Peter Doherty – Felt Better Alive
7 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Di Marina Montesano

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.