Picture Parlour - The ParlourUniversal Music

The Parlour è l’attesissimo (in ambito indie) esordio delle Picture Parlour

Fra le tante formazioni che hanno esordito in anni recenti una di quelle che hanno fatto più parlare di sé sono le Picture Parlour. Prima dell’album di debutto The Parlour il quartetto mancuniano ha pubblicato una serie di EP col botto che hanno stuzzicato le orecchie di tanti. La prima uscita di lunga durata quindi chiude un po’ il cerchio e dimostra come questa formazione ha tutte le carte in regola per scrivere il loro nome nelle band indie rock più interessanti degli ultimi mesi.

Picture Parlour – The Parlour: tante idee già bene articolate

L’album parte in grande stile. Cielo Drive ha una chitarra col riff tagliente di Ella Risi e la voce ruvida e tosta di Katherine Parlour. Reminiscenze sospese fra glam rock e impulsi ledzeppeliniani unite a una energia che attanaglia e sorprende, specie pensando al mare magnum di band indie interessanti ma che non lasciano il segno. E come rimanere indifferenti ascoltando poi un altro riff coinvolgente quale quello in Who’s There To Love Without You?

Ma le Picture Parlour sono credibili anche nei territori più indie pop di Used To Be Your Girlfriend o nella malinconica e acustica Ronnie’s Note #3 (Lucky Man) sospesa fra reminiscenze alla Leonard Cohen. Ovviamente non mancano i singoli usciti precedentemente come Norwegian Wood, forse leggermente più paracula delle altre fin dal titolo (no, non è una cover…), ma ci sta. The Travelling show presenta forse il lato più romantico della band, un tassello in più nella loro proposta che, in generale, non appare mai scontata o manieristica, anzi presenta una cazzimma, lo ripetiamo, fuori dalle regole.

Un futuro luminoso per le Picture Parlour?

In definitiva un disco zeppo di riferimenti, dagli anni 70 fino agli immancabili 90, e che al tempo stesso rivela già una personalità ben definita. Un disco di cui avevamo bisogno.

Picture Parlour - The Parlour
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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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