The unstoppable Pivio machine strikes again… con Hello, Hello.
A pochi mesi di distanza dalla ultima emissione di Pivio, qui già trattata dal sottoscritto, ecco arrivare sui vostri turntable questo Hello, Hello (si noti il giochino grafico sulle due parole sulla cover), preponderante live registrato a una decina di fermate di bus da casa mia, il 10 ottobre 2024 al Teatro Modena. Ma io ero assente con la giustifica.
La trilogia delle patologie sociali (che sono più di tre)
Il disco propone brani tratti dalla cosiddetta trilogia delle patologie sociali, che sappiamo bene essere molte più di tre — un po’ come i testicoli che, a guardarsi intorno, son ben più di due — e rende pienamente gloria alle composizioni originali grazie all’apporto prezioso (e qui copio da rassegna stampa per evitare omissioni passate) di Adriano Arena (chitarra elettrica), Massimo Trigona (basso elettrico), Lorenzo Ottonello (batteria) e il quartetto d’archi Progetto Ianua (Alessandro Alexovits – primo violino, Roberta Tumminello – secondo violino, Ilaria Bruzzone – viola, Arianna Menesini – cello), mentre l’uomo canta e sequenza.
Una performance che evolve, senza dimenticare le radici
Chi ha avuto la chance di assistere ai live di Pivio sa che la dimensione concertistica gli si confà sin dagli albori punk. La performance si è fatta via via più raffinata, ma la radice rimane intatta: lo si evince dai temi trattati, dai testi oggettivi e talvolta scomodi al pensiero corrente, dalla teatralità acquisita nei movimenti e nelle espressioni del volto. L’elettronica rimane un punto fisso su cui costruire il set, ma appare — rispetto alle emissioni in studio — più calda, come qualcuno sostiene sia il suono del vinile rispetto al CD (per non parlare dei demo).
Dal punk agli Scortilla, fino ai Musicanti
È bene ricordare, per i novizi alla persona, che gli esordi Scortilla dei tempi (belli) che furono — e che mantengono come fil rouge una dotta costante nomata Marco Odino, tutt’ora collaborante con il Pivio — lasciarono il passo a un prezioso sodalizio con Aldo De Scalzi, tutt’ora in auge e solido, e ben descritto nella pellicola Musicanti con la pianola, diretto dal fedele Matteo Malatesta.
La visione in sale dedicate, che sta attraversando la penisola come fosse un vero e proprio tour con la presenza dei protagonisti, consiglio caldissimamente in quanto documentario essenziale per rappresentare sia la crescita del duo e i relativi riconoscimenti alla loro arte, sia uno spaccato — per qualcuno velato di una malinconia estranea al sottoscritto — di un’epoca in cui immaginavamo tutt’altro futuro, senza sapere che era già lì e involontariamente prodromico dell’odierna età della pietra.
Hello Hello: un lavoro firmato Pivio, fino alla copertina
Lavoro, dunque, da ascrivere appieno alla discografia di Pivio, autore nuovamente della copertina, come da qualche disco a questa parte. E chissà che, prima della fine dell’anno, non arrivi qualche sorpresa. Ma hush, hush… Pivio Confidential.
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