Playboi Carti - Whole Lotta Red

Playboi Carti vs il rap.

Playboi Carti - Whole Lotta Red
AWGE/Interscope Records – 2020

Ascoltare il nuovo disco di Playboi Carti mentre arriva la notizia della morte di MF Doom … quasi una nuova generazione rap che ne sostituisce un’altra. L’ultima cosa ascoltata di Doom era stata la collaborazione peraltro non brillantissima con Czarface: Czarface Meets Metal Face. Però ai bei tempi, quelli di Madvillainy in compagnia di Madlib, la musica proposta aveva fatto intravedere livelli di creatività anche strumentale che negli anni ’90 avevano caratterizzato gli Outkast e più tardi abbiamo visto in To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar. Un rap tecnico per quanto riguarda il flow, ma inventivo anche per le basi, con ampie parti strumentali. Ecco, si può dire che Playboi Carti (e altri trapper simili) siano esattamente l’opposto, e il nuovo Whole Lotta Red lo mostra al pari del precedente Die Lit, che aveva raccolto tanti pareri positivi.

Whole Lotta Red, gli ospiti e il mumble di Playboi Carti

Playboi Carti non è un rapper, e mumble è ormai diventato un genere: abbiamo frasi ripetute in loop con e senza autotune, e ad libs senza fine. I testi non hanno la narratività del rap tradizionale, né si cercano rime inventive come fanno rapper non sempre narrativi ma tecnici tipo Lil Wayne. Le basi sono pura plastica, il tempo tipico della trap e tastiere, i bassi profondi, e basta.  Whole Lotta Red va avanti così per 24 tracce, con pochissime variazioni, anche perché al contrario di Die Lit ha pochi ospiti. C’è un Kanye West che pare l’ombra di se stesso, poi Future e Kid Cudi.

 

D’altra parte, questa non è musica fatta per durare. Non credo che a Playboi Carti e al suo pubblico interessi un disco da andare a riscoprire fra dieci anni. O fra uno. E nemmeno interessa più di tanto il formato disco, per cui non c’è alcuna costruzione che riguarda la posizione che i singoli pezzi hanno in Whole Lotta Red, potete ascoltarli come volete, il risultato non cambia. È musica da party possibilmente poco lucidi, dove la ripetitività evidentemente è cercata per l’effetto stordente che ottiene. Non è per forza un difetto, però sono sicura che Playboi Carti e i suoi produttori di Whole Lotta Red potrebbero sfornarne una decina senza troppa fatica, tanto … Il voto va di conseguenza e Ok boomer me lo dico da sola.

Playboi Carti - Whole Lotta Red
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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