L’Irlanda folk è sempre ricca di idee e i Poor Creature aggiungono le loro.
Nelle isole britanniche è un gran momento per la musica folk. In teoria dovrebbe essere roba antiquata, sommersa, invece si dimostra sempre pronta a tornare in superficie per ritrovarsi al passo con i tempi. E poiché i tempi sono cupi o comunque strani, ecco i suoni conseguenti di Jim Ghedi, Lavinia Blackwall, Bridget Hayden, Richard Dawson, Lankum, Landless.
Gli ultimi due menzionati sono esponenti di rilievo di quella che viene chiamata new Irish trad scene, un crogiuolo di idee, sovente ardite (e sovente poco trad) che ha Dublino come centro d’irradiazione.
Il nome forte è quello dei Lankum, ormai ben conosciuto anche fuori dall’ambito folk, quartetto di musicisti instancabili alle prese anche con svariati spin off, come ad esempio i temibili ØXN di Radie Peat.
Dai Lankum ai Poor Creature
Arriva ora l’opera prima di un nuovo progetto chiamato Poor Creature, architettato dal violinista Cormac MacDiarmada insieme a una delle voci delle Landless, Ruth Clinton. a completare il trio il batterista live dei Lankum John Dermody. A loro va aggiunto John ‘”Spud” Murphy, tecnicamente accreditato quale produttore, in realtà autentico tessitore di suoni (come d’altronde già accade nel gruppo madre).
Temi e suoni di All Smiles Tonight
Date le premesse (i Lankum non sono allegri per predisposizione e pure le Landless hanno i loro momenti foschi) e aggiunto che il disco è stato concepito durante la pandemia ed è fatto di brani “legati fra loro dai temi della perdita e della separazione”, c’era da immaginare che il titolo All Smilles Tonight potesse essere amaramente ironico. Invece non è così, o almeno non troppo.
Un primo elemento significativo è dato dalle origini abbastanza disparate, e transatlantiche, del repertorio. Adieu Lovely Erin e An Draighneán Donn sono classici canti di addio all’amata Irlanda e rappresentano i momenti più avvolgenti e stratificati nei suoni, vicini ai Lankum, ma con ricordi This Mortal Coil. Non dissimili sono il canto marinaresco Bury Me Not, l’addio alla vita in contesto western Hicks Farewell (dal repertorio di Doc Watson) e la classica ‘night visiting song’ Willie-O, dove la fanno da protagonisti i bordoni dall’aura misteriosa di Murphy.
Una strana idea di country
Più insoliti per scelta e realizzazione risultano i tre pezzi ‘country’. Tanto Lorene (dei Louvin Brothers) quanto All Smiles Tonight (attribuito ad A.P. Carter) sono due momenti strappalacrime sobriamente ‘murphyzzati’, mentre un discorso a parte merita The Whole Town Knows di Ray Lynam e Philomena Begley, artisti country irlandesi da noi sconosciuti ma popolarissimi in patria. Anche questa sarebbe una canzone da cuore spezzato (interpretata in duetto) che viene trasformata in un lamento sullo sfruttamento incosciente del nostro pianeta. Il lungo finale strumentale scandito dalla batteria di Dermody fa prendere a tutto il discorso una piega apocalittica.
Dunque non è un disco lieve All Smiles Tonight, eppure rispetto ai lavori di Lankum e Landless suona più rilassato, accogliente. È anche un progetto che pare pronto a nuovi sviluppi, magari spingendo sul lato americano della proposta. Inoltre dimostra, ancora una volta, come in Irlanda la musica sia nell’erba su cui si cammina. E le idee salgono profumate di buono.
Be the first to leave a review.

