Altre Emozioni Verranno: 69 canzoni per raccontare Sergio Endrigo.
Sento già levarsi il coro delle proteste! Che ci fa in un sito come questo la recensione di una raccolta, per di più di un cantante che si potrebbe benissimo definire “melodico”, scomparso da diversi anni e sostanzialmente dimenticato? Le risposte sono molte. La prima sta proprio in quel “dimenticato”, aggettivo al quale è doveroso far precedere l’avverbio “ingiustamente”.
Sergio Endrigo “cantautore” ante litteram
Sergio Endrigo è stato a tutti gli effetti “cantautore” ancor prima che questo termine fosse coniato e diventasse un’etichetta. E di entrambi i termini che compongono questa parola è stato eccellente incarnazione: cantante dalla voce suadente e dalla perfetta intonazione e dizione – quanta differenza rispetto a certi giovincelli che non “prendono” una nota neppure per sbaglio e di cui è spesso difficile perfino decifrare le parole -, è stato autore di vere e proprie “poesie” messe in musica e di melodie tanto accattivanti quanto raffinate. Certo ha avuto anche collaborazioni importanti per entrambi gli aspetti – da Sergio Bardotti a Vinicius De Moraes, da Luis Bacalov a Toquinho, per non citare che i più noti -, ma ci ha sempre messo moltissimo del suo, delineando una cifra stilistica comunque personalissima e facilmente riconoscibile.
La seconda risposta sta nel fatto che Altre Emozioni Verranno per vari motivi non è una “raccolta” qualsiasi e non somiglia a nessuno dei “greatest hits” che pure in passato vi sono stati (e che, fra l’altro, sono purtroppo quasi le uniche cose della sua produzione che si riesce a reperire su supporto fisico). Innanzitutto si tratta di ben 3 cd che contengono qualcosa come 69 canzoni, per un totale di oltre due ore e mezza di bellissima musica. In secondo luogo, essa è stata personalmente curata con amore e competenza dalla figlia Claudia, impegnata ormai da anni – spesso in direzione ostinata e contraria a quella seguita dall’establishment della comunicazione – nella meritoria opera di togliere dal dimenticatoio la figura artistica del padre e della quale è utile leggere anche il volume “Sergio Endrigo, mio padre” – che nella seconda edizione contiene anche tutti i testi delle sue canzoni.
I tre dischi tematici di Altre Emozioni Verranno
Ognuno dei tre cd ha una “etichetta” che ne identifica il contenuto e spiega esplicitamente i criteri usati per la scelta dei brani. Il primo, “Intramontabili”, contiene le sue canzoni più famose, a partire da quelle del periodo d’oro sanremese (Canzone Per Te, Lontano Dagli Occhi, L’Arca Di Noè ecc.) per finire con le cosiddette “canzoni per bambini” (Il Pappagallo, Ci Vuole Un Fiore). In mezzo tutti i suoi classici, da Via Broletto a Teresa, ma l’elenco sarebbe troppo lungo.
Il secondo cd è quello dove la scelta si fa più “personale”, come denuncia chiaramente il titolo: “Il mio Endrigo”. Non a caso contiene anche due brani cantati insieme alla figlia, della quale possiamo immaginare la commozione nello sceglierli e nel riascoltarli.
Il terzo, “Perle nascoste”, contiene brani forse meno noti ma non meno belli, a cominciare dalla struggente 1947 – dove rievoca la sua vicenda di esule istriano: “Come vorrei essere un albero che sa / dove nasce e dove morirà” – e dalla mia adorata Nelle Mie Notti. E probabilmente non è un caso che questa sia la sezione che contiene il numero maggiore di brani “live”, compresa quella Fare Festa registrata in una edizione del Club Tenco che chiude questa bellissima raccolta e che basterebbe da sola a sfatare, se ce ne fosse ancora bisogno, quel mito di “Endrigo cantante triste” che per troppi anni lo ha ingiustamente accompagnato.
Si sentiva davvero il bisogno di una “operazione culturale” come questa, che riporta – almeno speriamo – alla ribalta una delle figure di maggior spicco della musica italiana degli ultimi decenni del secolo scorso: cantante, poeta e musicista di grande, e troppo presto misconosciuto, valore.
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