Recensione: Sharon Jones & The Dap-Kings - Just Dropped In (To See What Condition My Rendition Was In)
Daptone - 2020

Recensione: Sharon Jones & The Dap-Kings – Just Dropped In (To See What Condition My Rendition Was In)

L’insolita carriera di Sharon Jones.

Non sono molte le turniste che riescono a oltrepassare la linea d’ombra dell’anonimato e ritagliarsi un posto nell’intricato mondo della musica. Sharon Jones da Augusta, Georgia, ce l’aveva fatta. Nel 2002, quando esce Dap Dippin’, primo disco insieme ai ‘suoi’ Dap-Kings, ha già quarantasei anni e sono in pochi a conoscere il suo curriculum: gli inizi in un coro gospel, gli anni trascorsi in studio da corista o per registrazioni commerciali, alternati al lavoro di guardia carceraria in un grazioso istituto di pena del Bronx.

Recensione: Sharon Jones & The Dap-Kings - Just Dropped In (To See What Condition My Rendition Was In)

Daptone – 2020

Poi l’incontro con la Desco, una piccola etichetta che diventerà la Daptone e che le affianca un gruppo con cui crea un’alchimia magica. O forse è solo un incontro di eccellenze, con musicisti che dimostreranno anche altrove – ad esempio in Back to Black di Amy Winehouse – di essere una terrificante macchina ritmica con pochi rivali. In un pugno di album Jones e i Dap si confermano una delle poche realtà credibili del retro-soul, suoni e voci che sembrano arrivare dal passato, ma inaspettatamente contemporanei. Nel 2016 Sharon soccombe dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro un tumore al pancreas; l’anno dopo esce Soul of a Woman, un disco postumo prodotto dal bassista dei Dap-Kings Bosco Mann, inciso nei momenti in cui la salute della Jones le permetteva di registrare.

Inediti e cover dal cassetto di Sharon Jones & The Dap-Kings: Just Dropped In

Ora è la volta di una nuova raccolta con inediti, cover e versioni pubblicate in precedenza come singoli. Se il livello resta di assoluta eccellenza, l’aspetto interessante di questo album è proprio la possibilità di accedere ad un lato meno conosciuto della cantante. Infatti il repertorio dei suoi dischi era pressoché composto solo di brani originali. Qui invece è alle prese con brani registrati per essere adattati ad uno spot di una nota banca (Signed, Sealed, Delivered I’m Yours di Stewie Wonder), richieste di produttori che hanno bisogno di un beat da campionare (Giving Up di Gladys Knight), cover realizzate per tribute-album (Little by Little, Inspiration Information, Here I Am Baby, Take Me with U rispettivamente per omaggi a Dusty Springfield, Shuggie Otis, The Marvelettes e Prince).

I momenti migliori di Sharon Jones & The Dap-Kings – Just Dropped In

Ma è soprattutto in due outtakes non utilizzati per la colonna sonora di The Wolf of Wall Street che si celebra la grandezza della Jones. Rescue Me, ripresa del successo di Fontella Bass che conferma il suo enorme talento. E In the Bush, brano disco delle misconosciute Musique, ma all’epoca hit in USA e UK. Nella rivisitazione del  classico prodotto studio assemblato da un oculato produttore (in questo caso Patrick Adams, uno dietro a mille titoli da classifica), cantato in origine da cinque anonime coriste, c’è tutta la parabola di una straordinaria interprete che era riuscita a trovare e a far emergere la sua originalità. Se poi volete anche commuovervi, basta andare alla traccia successiva, una toccante cover di una ballad dei primi Wailers di Bob Marley, It Hurts to be Alone: Then you’ll be sad / And your teardrops start / Then you’ll know now / It hurts to be alone (Allora sarai triste /e iniziano le tue lacrime / Allora lo saprai / fa male essere soli).

Sharon Jones & The Dap-Kings - Just Dropped In (To See What Condition My Rendition Was In)
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Danilo Di Termini

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Da ragazzo ho passato buona parte del mio tempo leggendo libri e ascoltando dischi. Da grande sono quasi riuscito a farne un mestiere, scrivendo in giro, raccontando a Radio3 e scegliendo musica a Radio2.

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