Shellac

Non è il testamento di Steve Albini, ma il sesto disco degli Shellac: To All Trains.

La scarsa mezz’ora di To All Trains, disco uscito con il marchio Shellac a poco dalla morte di Steve Albini, non può che suscitare emozioni e tristezza che rendono difficile valutarne il reale spessore. Sei dischi incluso questo dal 1994 non sono tanti, ma sappiamo che Albini è stato impegnato in molto altro nel frattempo. Se appena l’anno precedente all’esordio aveva lavorato con PJ Harvey su Rid of Me e con i Nirvana per In Utero, successivamente  ha prodotto e/o registrato migliaia di band o solisti, oltre a coltivare interessi in molti campi, dal poker al giornalismo.

Il power-trio rimane lo stesso

Negli anni la formazione è rimasta la stessa, con Steve Albini alla chitarra, Todd Trainer alla batteria, Bob Weston al basso.

Né Albini né gli Shellac verranno ricordati per To All Trains, e non perché il disco non abbia buoni momenti. Anzi, nell’insieme le dieci canzoni delle quali è composto non deludono e non annoiano. I tre abbandonano qualche lungaggine dei dischi passati per puntare a canzoni abbastanza immediate anche se lontane dalle forme della canzone tradizionale.

Un disco semplice

Riff essenziali incrociano una ritmica che accelera e rallenta tenendo alta la tensione. Days Are Dogs con il parlato e i perfetti intrecci strumentali è uno dei momenti migliori, sebbene finisca troppo presto senza sviluppare appieno le potenzialità. A tratti To All Trains porta gli Shellac lì dove tutto è iniziato, al punk e post essenziali di Wire e dintorni. D’altra parte, lo stesso Steve Albini era partito di lì con i Big Black.

You are kicking ass on the song”, recita il testo di Girl from Outside, e potrebbe essere il manifesto della musica che il power-trio intendeva veicolare, con un ritorno al minimalismo che si libera di troppe superfetazioni. Una nuova strada? Difficile dirlo, ma To All Trains chiude la discografia degli Shellac lì dove avrebbe potuto aprire nuovi spiragli.

Shellac – To All Trains
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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