Six Organs of Admittance – Companion Rises
Drag City - 2020

Recensione: Six Organs of Admittance – Companion Rises

Companion Rises è il nuovo disco dei Six Organs of Admittance.

Six Organs of Admittance – Companion Rises

Drag City – 2020

Ben Chasny ritorna con la sua creatura Six Organs of Admittance e un album composto e suonato tutto da lui, come spesso gli è accaduto nella sua ormai ventennale carriera. Il mondo di Chasny è un universo complesso dove l’esoterico, il misterioso ha sempre avuto un ruolo centrale. Nella serie dei tre album Hexadic aveva creato un complicato sistema per far originare le canzoni da un mazzo di tarocchi, pertanto molti aspetti del suo lavoro restavano oscuri e poco comprensibili. Si direbbe invece che in questo Companion Rises la tensione sia più verso un’apertura alla luce o, come ha dichiarato in un’intervista, alle stelle. Un album in cui si respira la tensione fra una certa terrena materialità e l’aspirazione alla trascendenza.

Un viaggio nel folk

Affascinato da sempre dai Popol Vuh e dalla musica orientale e in particolare indiana, Chasny adotta per il finger picking della sua chitarra l’accordatura aperta che gli consente di creare atmosfere ipnotiche ed evocare i raga indiani. Il risultato è un album che, pur nelle sue contrapposizioni e stratificazioni, risulta affascinante e per nulla ostico. Chasny ha una felicità di scrittura che gli consente di creare delle canzoni folk, o meglio nufolk, così belle che hanno del miracoloso, nelle quali i continui cambi di ritmo e di atmosfera, la stratificazione dei suoni, le distorsioni, l’elettronica contribuiscono a creare melodie meravigliosamente sghembe e affascinanti.

 

Questa felicità creativa è esemplificata dalla bellissima Two Forms Moving, un bordone di chitarra acustica vagamente indianeggiante, il canto ipnotico e avvolgente, mentre in secondo piano è un ribollire di controcanto, distorsioni elettriche, disturbi del synth, il risultato è di grande impatto emotivo seppur continuamente sfuggente. La sensazione prosegue nella successiva The Scout Is Here riuscitissima soprattutto nella stratificazione del canto e nella sua dimensione psichedelica. Black Tea e la title track sono invece due tracce di dolce e malinconico folk, ma subito dopo i riff della chitarra di The 101 imprimono un ritmo incalzante e generano un senso di forte inquietudine.

I temi dei Six Organs of Admittance in Companion Rises

Il disco è ispirato a temi astrali, il titolo allude alla vicinanza tra Sirio e Orione e i testi, piuttosto criptici, hanno continui riferimenti astronomici. Questa tensione verso il cielo si respira nelle canzoni culminando nella sognante psichedelia spaziale di Haunted and Known nella quale l’arpeggio della chitarra crea un’atmosfera serena, ma tutto cambia con le incursioni inquiete di un’elettronica disturbata in una continua tensione verso lo spazio infinito e profondo. La strumentale Wom Down to the Light sembra chiudere il viaggio di Chasny verso l’universo astrale. L’elettronica produce sonorità morbide che ci trasportano nelle sfere siderali, mentre la voce di Chasny sembra provenire da inimmaginabili distanze eppure ci sentiamo pacificati quando lentamente la musica si spegne nel silenzio.

Six Organs of Admittance – Companion Rises
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Ignazio Gulotta

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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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