Le sorelle Katie e Allison Crutchfield danno vita al duo Snocaps e all’esordio omonimo.
Sulla carta Snocaps è un album di debutto. Nella realtà è un progetto che vede le sorelle Katie e Allison Crutchfield tornare insieme dopo lo spirito pop-punk adolescenziale espresso con la band P.S. Eliot. Ma ciò che spinge alla curiosità è la consapevolezza di due artiste che, nel frattempo, hanno seguito ognuna le proprie ispirazioni: Katie con quella splendida avventura di Waxahatchee e Allison negli Swearin’.
L’apporto di MJ Lenderman
Nel frattempo le due ragazze hanno superato i trent’anni, sono maturate e ora raccolgono il loro fagotto di amori difficili, illusioni e speranze per donarci canzoni che trasmettono consapevolezza e freschezza compositiva. La genesi di questo lavoro è stata anche coadiuvata da MJ Lenderman, che aveva già dato mente e braccia per lo splendido Tigers Blood di Waxahatchee (e il duetto di Right Back To It è una delle chicche dell’indie rock americano degli ultimi anni). In poco tempo MJ è diventato un nome tutelare della musica indie americana, un po’ come Mamdani nella corsa a sindaco di New York.
Snocaps, quindi, mette in campo due cantautrici fatte e finite, in un equilibrio di intenzioni ben calibrato. È un lavoro che vede sei canzoni di Katie contro le sette di Allison, ma il risultato scorre fluido e armonico per tutto il disco. E ancora ci meravigliamo di come queste composizioni, come altre coadiuvate da Lenderman, uniscano tradizione e innovazione senza strafare né suonare scontate.
Le canzoni di Snocaps
Heathcliff, sia nell’intro sia nello sviluppo del brano, suona più simile ai Pixies che a un pezzo southern rock. Qua e là affiorano l’influenza di Lucinda Williams, insieme al delizioso suono vintage del tremolo chitarristico di Wasteland, oppure i R.E.M. in Brand New City.
Non c’è niente di nuovo, in senso stretto, nella struttura dei brani di questo disco; la meraviglia sta piuttosto nello scoprire una maturità condivisa fra le gemelle Crutchfield, che trova spazio in melodie mai scontate, nei cori condivisi e nel lavoro certosino di Lenderman, che fa da sfondo senza imporsi. Canzoni che scorrono come i dolci Snocaps: pezzetti di cioccolato con palline bianche attaccate, quelli che mangi al cinema una dietro l’altra, in gran quantità. Insomma, un lavoro interessante, con sonorità solari e avvolgenti, tutto da seguire.
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