Social Distortion – Born To KillCrime Don’t Pay

“Sprofondando fino in fondo/ Quanto in basso si può scendere? / Ci è voluto molto per risalire quella collina/ Non ci tornerò mai più”

Dopo alcuni anni difficili, Mike Ness dà la giusta carica ai Social Distortion per Born To Kill.

Dopo quindici anni torna Mike Ness insieme ai suoi Social Distortion con un nuovo disco: Born To Kill. Anni travagliati i suoi fra tour devastanti e un cancro alle tonsille da cui è uscito. La copertina e il titolo del disco già preannunciano un ritorno in grande stile, chitarre graffianti e voce che regge bene. Il disco suona da subito come una carta d’identità delle intenzioni artistiche, senza fronzoli o grandi invenzioni. La sfrontatezza nel dichiarare di essere “uno che non molla”, rimpiange il passato ma guarda avanti con la stessa determinazione di sempre.

Fra punk-rock e Americana

Di conseguenza i Social Distortion di Born To Kill si riappropriano del loro stile, ossia un punk-rock qui molto orientato alla tradizione americana. A conferma di ciò la presenza di ospiti illustri che rispondono al nome di Benmont Tech degli Heartbreakers di Tom Petty e soprattutto Lucinda Williams, altra rediviva del rock con la sua testimonianza di autenticità artistica. La produzione di Dave Hardy e dello stesso Ness mette in risalto il suono compatto della band e le chitarre in bella presenza. Rock’n’roll allo stato puro, come un nervo scoperto, la necessità di ribadire al mondo la figura del ribelle e del reietto con la chitarra. L’influenza punk risalta in brani come No Way Out e Tonight.

Altrove fa capolino la tradizione americana con The Way Things Were e Crazy Dreamers col piano di Benmont Tench e i cori preziosi di Lucinda Williams; o anche nel  carico da novanta rock-blues di Never Going Back Again. C’è spazio per una cover, Wicked Game, rivista alla loro maniera che abbandona la cupezza originaria per uno spirito più reattivo. I Social Distortion sono tornati, energici e con le idee chiare, pronti a testimoniare al mondo l’utilità vitale del rock’n’roll come forma di espressione ancora viva e potente.

Social Distortion – Born To Kill
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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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