Sorry – CosplayDomino

Terzo album per una band da tenere d’occhio: tornano i Sorry con Cosplay.

“É solo un po’ fastidioso essere definiti post-punk o grunge perché non credo che lo siamo”. Così Louis O’ Bryen, in una recente intervista, cerca di porre fine all’ansia definitoria che caratterizza il curriculum di una band di difficile collocazione. Le influenze musicali dei Sorry, infatti, continuano a suscitare dibattiti tra fan e addetti ai lavori, sfidando le etichette più consuete. Il quintetto londinese, giunto alla fatidica terza prova, ha sempre convinto una grande fetta di critica e pubblico, ma questa volta il consenso è quasi unanime. Cosplay è un album denso e stratificato che riesce a unire una parte più sperimentale con riferimenti noti e un’altra più leggera senza risultare mai superficiale.

Il titolo

“Indossiamo abiti del passato perché sono l’unica cosa a cui aggrapparci, siamo tutti nel gesto di fare cosplay di qualcosa che non esiste”.  Secondo i Sorry l’idea del cosplay riflette un concetto profondo che rende l’album in questione un collage di influenze tipico di un periodo che ha caratterizzato la musica d’oltremanica. Il passato viene qui smontato e ricostruito abilmente, e quasi ci si dimentica dei tanti riferimenti con cui la maggior parte delle nuove leve continua a fare i conti.

Le canzoni di Cosplay

L’album parte benissimo. Il singolo Echoes è una canzone pop perfetta. Accattivante e radiofonica al punto giusto con una melodia che ricorda i The xx dei tempi migliori; la voce di Asha Lorenz e il ritmo quasi dance convincono al primo ascolto. Cosplay continua su questa linea e procede con un altro pezzo forte immediato: Jetplane, che insieme alle successive Candle e Today Might Be The Hit cambiano rotta e virano verso un indie-brit-rock alla maniera degli Arctic Monkeys degli esordi, ovviamente rimaneggiati a dovere.

É nella seconda parte comunque che Cosplay dà il meglio di sé. Grazie a una manciata di brani astutamente costruiti, i Sorry rielaborano in maniera superlativa gli ambienti creati in passato da geni assoluti del “parterre brit”. Waxing, Magic e Jive ci portano nella Bristol dei Portishead o dei Massive Attack in una sorta di new-trip-hop dove tutto sembra essere rinato. Ancora una nota di merito va assolutamente a Life In This Body. Lo smaccato tributo di O’Bryen a Damon Albarn è uno dei momenti migliori del disco. Bene! Ho ceduto anch’io alla smania citazionista di cui si parlava all’inizio… cercherò di essere originale: Cosplay è un gran bel disco!

Sorry – Cosplay
8,2 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print

Ha suonato con band punk italiane, ma il suo cuore batte per pop, elettronica e dance. Il suo idolo dichiarato: David Byrne. Tra i nuovi talenti, vince St. Vincent.

Di Mauro Carosio

Ha suonato con band punk italiane, ma il suo cuore batte per pop, elettronica e dance. Il suo idolo dichiarato: David Byrne. Tra i nuovi talenti, vince St. Vincent.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.