Sturgill Simpson - Sound & Fury | Tomtomrock
Elektra - 2019

Recensione – Sturgill Simpson – Sound & Fury

Sturgill Simpson – Sound & Fury: non sempre cambiare fa bene.

Sturgill Simpson - Sound & Fury | Tomtomrock

Elektra – 2019

L’artista inquieto,  sempre pronto a cambiare i propri connotati sonori è, di norma, una figura meritoria. Specie in un’epoca come questa in cui si tende a mantenere a lungo la rendita di posizione acquisita. Ecco, Sturgill Simpson è il prototipo dell’artista inquieto, per di più in un ambito tetragono come il country. Uno così lo si dovrebbe amare a prescindere, però…

La carriera di Sturgill Simpson

Facciamo un passo indietro. I primi due album di Simpson, High Top Mountain e Metamodern Sounds in Country Music,  erano un aggiornamento del suono outlaw country anni ’70 di Waylon Jennings con canzoni ben scritte, voce solida e testi  che ogni tanto mettevano in campo considerazioni filosofiche ben poco mid-americane.  A Sailor’s Guide To Earth faceva un bel passo in avanti aggiungendo fiati, momenti credibilmente country-funk, una cover di In Bloom dei Nirvana e un’autorialità sempre meno confinata  a Nashville e dintorni.

Sound & Fury: la svolta sbagliata

A questo punto il musicista del Kentucky sembra pronto per il grande disco personale.  Forse lo pensa anche lui e per farlo decide di andare su una strada nuova e… sbaglia bivio. Sound & Fury è un disco dal suono furioso e questo va bene (almeno tiene fede al titolo), però finisce per essere senza costrutto e quasi senza canzoni. Chitarre tonanti da rock FM di quarant’anni fa, profusione di tastiere, vocoder e  accenni al suono sudista più turgido. Dovrebbe rappresentare un incubo urbano (inclusi i video anime che accompagnano i pezzi), in realtà fa pensare un malessere post-prandiale per eccesso di cibo Walmart. Un simile cambio di contesto sonoro lo aveva attuato un paio d’anni fa Josh T. Pearson con The Straight Hits!. Anche lui non aveva centrato l’obiettivo, ma almeno era riuscito a essere credibilmente oscuro.

Quale futuro per Sturgill Simpson?

L’unica considerazione positiva è che Sound & Fury suona così malaccorto da allontanare l’ipotesi dell’astuta mossa commerciale. Qualcuno ha consigliato male Sturgill Simpson, magari lui stesso. Speriamo che alla prossima svolta sappia riconoscere il cartello giusto.  Magari ce n’è uno che dice di andare (anzi tornare) verso Hank Williams.

Sturgill Simpson - Sound & Fury
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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