Il nuovo album Peter Milton Walsh / The Apartments: That’s What the Music Is For.
Uscito il 17 ottobre 2025 per Talitres, That’s What the Music Is For è l’ottavo album dei The Apartments, ovvero il progetto di Peter Milton Walsh. Il disco nasce da una collaborazione molto stretta con il produttore Tim Kevin ed è il frutto di un lavoro lungo e disteso nel tempo: Walsh ha iniziato a registrarlo nel 2023, portando in studio i brani man mano che li completava e sfruttando sessioni senza vincoli rigidi di calendario tra una tournée e l’altra. In quel periodo ha alternato i concerti — da Città del Messico a Sydney, da San Francisco a Lisbona a Marsiglia (senza dimenticare una bella serata acustica a Genova) — con giornate in studio, costruendo il repertorio tassello dopo tassello, finché le canzoni hanno assunto la fisionomia di un album coeso, attraversato dal tema del tempo e dal dialogo continuo tra passato e presente.
Una storia che parte nel 1978
Attivo dalla primavera del 1978 a Brisbane e battezzato in omaggio al film di Billy Wilder The Apartment, il progetto di Walsh si è sviluppato tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito. Dopo una parentesi con i Go-Betweens nell’epoca Beserkley, Walsh si trasferisce prima a New York e poi a Londra, approda a Rough Trade e nel 1985 pubblica l’esordio in studio The Evening Visits… And Stays For Years. Seguono Drift (1992), A Life Full of Farewells (1995), Fête Foraine (1996) e Apart (1997). Dopo una lunga pausa, la ripresa passa per Seven Songs (session radiofonica per France Musique, 2012), l’eccellente album di inediti No Song, No Spell, No Madrigal (2015), il live Live at L’Ubu (2019) e In and Out of the Light (2021).
La band e il disco
Oltre a comporre e cantare, Walsh suona chitarra, organo, pianoforte e basso, affiancato da una formazione ampia: Tim Kevin (chitarra, percussioni, pianoforte, melodica, cori), Nick Kennedy (batteria, maracas), Adrian Workman (basso), Natasha Penot (voce), Jeff Crawley (tromba), Neysa May Barnett (voce), Pauline Drand (chitarra) e Xavier Guéant-Mata (chitarra). L’organico mette insieme fiati, corde e una sezione ritmica essenziale, creando un quadro sonoro in cui si incontrano la scrittura narrativa e arrangiamenti pensati per piccole formazioni.
That’s What The Music Is For … Questo è ciò per cui serve la musica / quando la festa è finita, ripete la title track: The Apartments hanno prodotto soprattutto musica malinconica, e il nuovo disco non fa eccezione, anzi… Per non smentirsi, il momento migliore è Death Would Be My Best Career Move, morire sarebbe la cosa migliore che potrei fare per la carriera, dichiara Walsh, “a man of no illusions”, un uomo senza illusioni, tanto “la musica resta, il cantante se ne va”. Eppure, come altre volte in passato, la melodia è accattivante, tutt’altro che respingente nonostante i contenuti.
L’immaginario più cinematografico che musicale, tratto tipico dei The Apartments, fa capolino spesso in questo That’s What the Music Is For, a partire dall’iniziale It’s A Casino Life; per non parlare della copertina: una struggente Venezia in bianco/nero.
Il disco alterna momenti molto incisivi ad altri più soffusi e comunque nell’insieme funziona grazie al talento melodico di Walsh. That’s What the Music Is For non creerà forse lo stesso entusiasmo suscitato dal ritorno dei The Apartments nel 2015, ma è una bella aggiunta a un catalogo ricco di perle.
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