The Black Keys - No Rain, No FlowersEasy Eye Sound

Un disco estivo per The Black Keys:  No Rain, No Flowers

Confesso di aver perso interesse verso la musica dei Black Keys da un po’ di tempo, considerando  come culmine della loro discografia il monumentale Brothers, furbo cocktail di rock-blues, soul e persino glam, senza dimenticare che  Attack & Release del 2008  rimane la loro  prova migliore, almeno prima del generale riconoscimento del gruppo. Il grande riscontro commerciale di Brothers ha forse complicato le cose per il power duo formato da  Dan Auerbach (chitarra e voce) e Patrick Carney (batteria). Fatto sta che i titoli usciti in seguito  hanno visto alternarsi  episodi  incerti (True Blue, El Camino, Dropout Boogie) caratterizzati da  cambi di direzione repentini, e altri più centrati, come il tributo al country-blues di  Delta Kream. A queste considerazioni aggiungerei che il disco solista di Auerbach del 2017, Waiting On A Song, pur fresco e divertente, suonava piuttosto debole se paragonato al lontano Keep It Hid (2009).

Un vintage ormai un po’ scontato per Dan Auerbach e Patrick Carney

Sia ben inteso che ogni uscita del gruppo gode di un altissimo standard qualitativo e solo le orecchie più esigenti troveranno il ricorso a produzioni luccicanti e arrangiamenti retrò di No Rain, No Flowers un po’ falso e scontato. Ogni uscita del duo propone nuove sonorità, come i cori e gli archi disco alla Bee Gees di Make You Mine o l’easy listening di Kiss It. Anche il funky puro di All My Life, uno dei singoli di lancio,  lascia il tempo che trova, con il suo greve groove danzereccio; meglio la scanzonata The Night Before (niente a che vedere, ovvio, con il brano dei Beatles).

Una scaletta, insomma, un po’ banale, tardo estiva, che risale in extremis, con l’ultimo brano, Neon Moon, un’ottima ballata acustica che ricorda alcuni momenti leggeri del dimenticato Bob Seger. No Rain, No Flowers (Easy Eye Sound) lascia un po’ l’amaro in bocca, ché alla potenza di questa band dovrebbe corrispondere una dose di coraggio in più e meno lustrini.

Recensione: The Black Keys - No Rain, No Flowers
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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

Di Fausto Meirana

Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

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