I veterani The Notwist alle prese con le News from Planet Zombie.
News from Planet Zombie si colloca nel percorso dei Notwist che ormai potremmo definire della maturità pienamente consapevole. Dopo anni di sperimentazioni e deviazioni stilistiche, la band ritorna qui a un linguaggio semplice, senza per questo risultare regressivo. Piuttosto, come nel lavoro precedente, si ha l’impressione di un consolidamento: gli elementi accumulati nel tempo – dall’indie rock degli esordi alle stratificazioni elettroniche – vengono riorganizzati in una forma più essenziale e riflessiva.
Un disco collettivo
Un elemento decisivo in questa direzione è la modalità stessa di realizzazione del disco. Per la prima volta da decenni, il gruppo ha registrato insieme in studio nella sua formazione allargata, lavorando sui brani in modo collettivo. Il nucleo storico – Markus Acher (voce, chitarra), Micha Acher (basso, fiati) e Cico Beck (elettronica e tastiere) – è affiancato da Theresa Loibl ai legni e alle tastiere, Max Punktezahl alla chitarra, Karl Ivar Refseth alle percussioni e Andi Haberl alla batteria. A questo si aggiungono interventi mirati di ospiti, tra cui la voce di Enid Valu e contributi strumentali che ampliano ulteriormente la tavolozza timbrica. Il risultato è un suono che nasce dalla relazione diretta tra i musicisti, più che da un lavoro di costruzione stratificata in post-produzione.
La registrazione
La registrazione, realizzata in una sola settimana a Monaco nello spazio indipendente Import Export, conserva volutamente alcune asperità, lasciando emergere un senso di immediatezza. Questa scelta conferisce al disco una fisicità che bilancia la consueta precisione compositiva della band. Dal punto di vista sonoro, l’album si distingue per una scrittura elettro-acustica estremamente raffinata, sebbene non sempre ugualmente incisiva.
Per non diventare zombie
La malinconia diffusa, già presente nell’iniziale Teeth, e bilanciata da slanci più energici in episodi come X-Ray, dove l’ensemble si compatta in una forma quasi antemica.
Tracce come Propeller o The Turning mostrano invece la capacità del gruppo di lavorare su movimenti minimi, su variazioni timbriche e melodiche che si sviluppano con gradualità.
All’interno di questa cornice sonora, i temi emergono con coerenza. Il titolo e l’immaginario evocato rimandano a un mondo disorientato, quasi irreale, in cui la quotidianità assume tratti meccanici e ripetitivi. La figura dello “zombie” diventa così una metafora di una condizione contemporanea segnata da alienazione, isolamento e perdita di contatto.
The Notwist – News from Planet Zombie: pregi e difetti
Tuttavia, il disco non si limita a registrare questa condizione: vi oppone una risposta fatta di prossimità, collaborazione e calore, sottolineato da scelte più organiche rispetto al passato. Il fatto stesso che l’album sia stato concepito e registrato in forma collettiva riflette questa tensione verso una dimensione comunitaria, che si traduce anche nella presenza di due reinterpretazioni – Red Sun di Neil Young e How the Story Ends dei Lovers – integrate nel flusso del disco come momenti di dialogo con altri percorsi musicali. Tra i punti di forza, aggiungiamo la qualità degli arrangiamenti.
Accanto a questi elementi, si possono individuare alcuni limiti. La scelta di lavorare per sottrazione e continuità comporta il rischio di una certa perdita di intensità. Non tutti i brani di News from Planet Zombie raggiungono lo stesso grado di incisività, e in alcuni momenti l’equilibrio tra controllo formale e vitalità fa sì che i Notwist inclinino verso una lieve staticità. Tuttavia, questa apparente debolezza è in realtà il riflesso di una poetica precisa, che privilegia la durata, la sedimentazione e l’ascolto attento rispetto all’impatto immediato.
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