Con Moisturizer il duo Wet Leg diventa un gruppo.
Dopo l’acclamatissimo album di debutto Wet Leg, vincitore di Grammy e Brit Awards nel 2022, l’ex duo dell’isola di Wight torna a far parlare di sé con un degno successore. Parliamo di ex duo in quanto oltre a Rhian Teasdale e Hester Chambers, per questo nuovo capitolo si sono aggiunti il chitarrista Josh Mobaraki, il bassista Ellis Durant e alla batteria Henry Holmes.
Il cambiamento maggiore portato da questo allargamento si percepisce nella forte presenza di chitarre distorte quasi à la My Bloody Valentine, come nella traccia di chiusura U and Me at Home, dove oggettivamente non succede niente se non una sovrapposizione di distorsioni, un monologo di Teasdale sul dolce far niente e una scherzosa battuta “Maybe we should start a band as some kind of joke…”.
La band l’hanno iniziata eccome, e seppur il tono divertente e scherzoso prevalga anche in Moisturizer, si percepisce una svolta che può far classificare i Wet Leg da leftfield a indie pop guitar band. I temi amorosi e di relazione si sovrappongono a tonalità decisamente più grunge e pop, come nella catchy Davina McCall, ispirata dalla prima relazione queer della cantante.
Wet Leg sanno come accontentare il loro pubblico
Non mancano le canzoni giocose e spiritose che hanno dato notorietà alla band (basti pensare alla hit del disco precedente Chaise Longue, che ha fatto scatenare il pubblico dei festival di tutto il Regno Unito) e con Catch These Fists la band serve quello che i fan si aspettano: un tripudio di ritmi mirati a far ballare mantenendo il mordente con parole taglienti che scherniscono i non galantuomini (“Some guy comes up, says I’m his type / I just threw up in my mouth /When he just tried to ask me out”).
Questi remarks sono decisamente minori rispetto al predecessore e i testi, a tratti ripetitivi come le sonorità, sono più focalizzati sulla sfera amorosa e la sensazione di impotenza legato all’essere in una relazione, ad esempio con l’ode CPR (“Is it love or sucide?”).
Con Moisturizer le Wet Leg sono riuscite a trasportare il concept di band iniziata per scherzo nella sfera indie pop, con un po’ più di serietà.
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