Con The Clearing i Wolf Alice svoltano verso il pop anni ’70.
Dopo quattro anni di attesa tornano i Wolf Alice col nuovo album The Clearing. Già da titolo si capisce che la band guidata da Ellie Rowsell è orientata verso un approccio più maturo e disteso. Dai testi si denota un’attitudine più personale, la consapevolezza dell’età che avanza, le responsabilità e il rapporto col mondo circostante. Insomma una sorta di momento di passaggio simile alla linea d’ombra di Conrad. Anche la musica sposta i suoi obiettivi e lo fa ammiccando agli anni ’70.
I Fleetwood Mac di Rumours come modello per Ellie Roswell e i suoi
Già la cover di Dreams dei Fleetwood Mac (eseguita a Glastonbury) lasciava presagire un orientamento verso quei suoni, così come la fascinazione di Ellie Roswell per Stevie Nicks e il suo immaginario di leggenda rock. Anche l’outfit scelto per la promozione dell’album prova a far rivivere quei fasti pur se i Wolf Alice cercano una loro autenticità. E infatti il piano maestoso, la melodia vocale e i violini dell’iniziale Thorns non danno adito a dubbi.
Le stesse sonorità le troviamo qua e là nell’album e sembra che abbiano fin troppo preso la mano ai nostri, specie in Play It Out che suona davvero soporifera. In generale la direzione presa è più pop rispetto al passato: le melodie sono preponderanti e la voce della Roswell risplende in tutto il suo fulgore. Il progetto non manca di buone frecce al proprio arco, come Bloom Baby Bloom, uno dei migliori singoli usciti di recente: piano ipnotico, ritmo coinvolgente e la stessa carica del precedente album Blue Weekend (2021).
Il resto però sono brani nella media con, ripetiamo, attitudini pop un po’ patinate, come nel caso di Just Two Girls e Passenger Seat, innocua canzoncina in stile Sheryl Crow. In Leaning Against The Wall o Midnight Song rispuntano le reminiscenze folk che avevano caratterizzato gli esordi della formazione, mentre White Horses risolleva la situazione col bellissimo duetto vocale fra la Rowsell e il batterista Joel Amey.
The Clearing: più dubbi che certezze
Insomma, il risultato sembra seguire la storica scia di album come quelli dei Queen, ovvero un paio di brani memorabili e il resto da dimenticare. C’è da sperare che ciò non sia dovuto al passaggio della band alla Columbia dopo la fine del contratto con la Dirty Hit e la conseguente produzione con un affermato e patinato Greg Kurstin, ma i timori al riguardo sono molti.
Ci auguriamo che l’esperimento di The Clearing possa essere l’inizio di un percorso di maturazione anche se al momento il frutto pare ancora acerbo.
Wolf Alice - The Clearing
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