La salvezza viene dai Širom, come dimostra il nuovo In the Wind of Night Hard-Fallen Incantations Whisper.
Il mondo è un posto sempre più brutto e a cui è arduo adattarsi: forse la sublime musica del trio sloveno Širom non riuscirà a salvarlo, ma la sua bellezza costituisce un momento di pace, di libertà e anche un lenimento dai dolori e dalle preoccupazioni che la situazione ci crea. Non so se sia catarsi o una sorta di sindrome di Stendhal, ma certo che lo stupore e l’incanto che si prova per esempio di fronte al frenetico gocciolare dei suoni, corde, percussioni e chissà che altro all’inizio di Between the Fingers the Drops of Tomorrow‘s Dawn, traccia che apre In the Wind of Night Hard-Fallen Incantations Whisper, provoca sensazioni impossibili da descrivere, ma senz’altro meravigliose e sorprendenti per originalità e creatività. La precisione nella rotazione degli strumenti, la compostezza e la concentrazione dei tre musicisti rendono i Širom qualcosa di simile a un ensemble da camera, pur non perdendo quell’aspetto freak da amanti della natura che li hanno sempre caratterizzati.
L’originalità del trio sloveno
Per chi non li conoscesse, i Širom sono dediti a una musica strumentale del tutto originale; potremmo definirla folk, ma più per il fatto di utilizzare una miriade di strumenti, sia tradizionali, sia classici, sia autocostruiti, tutti acustici, che non per il rifarsi a specifiche musiche popolari, anche se a un ascolto attento non sfuggiranno influenze balcaniche, arabe, orientali così come jazz, ambient, minimalismo, psichedelia. Questo quinto lavoro esce per la tak:til sussidiaria della benemerita Glitterbeat Records. Tutti i brani di In the Wind of Night Hard-Fallen Incantations Whisper sono composti e arrangiati dal trio ed è stato registrato dai Širom senza alcun overdubbing. In tal modo i solchi ci restituiscono l’atmosfera assorta e magica delle performance dal vivo, esperienza che qualunque amante della musica dovrebbe fare ben più di una volta nella vita.
Una musica spirituale
Quello dei Širom è un suono intriso di misticismo e spiritualità, l’uso dell’harmonium in In the Wind of Night Hard-Fallen Incantations Whisper ne accentua il richiamo alla musica indo-pakistana. Tuttavia non à etereo, anzi affonda le sue radici nella materialità della natura evocata dai tocchi delle percussioni, da arpeggi fragili come stormir di foglie, da archi che come soffi di vento creano immagini fortemente evocative, come accade nella minimale progressione dell’intensa Curls Upon the Neck, Ribs Upon the Mountain.
O nel brano The Hangman’s Shadow Fifteen Years On che si apre con archi che gocciolano e languiscono a cui si unisce una voce umana dal sentore arcaico e profetico: ma tutto il brano è percorso da una vertiginosa progressione di percussioni dal vago sapore tribale, da un harmonium misterioso e ipnotico, da suoni provenienti da un altrove atavico e sconosciuto. Appare come un canto doloroso e notturno, una profonda preghiera laica per un mondo che si sta smarrendo e perdendo la connessione con la natura, la bellezza e l’umanità.
L’originalità di In the Wind of Night Hard-Fallen Incantations Whisper e l’unicità dei Širom
Oggi nel ricco panorama musicale non vi è nulla di simile alla musica del trio sloveno che procede con passione la continua ricerca di un linguaggio musicale che sappia parlare al cuore e ai sensi senza concedere nulla alle mode e agli aspetti deteriori della contemporaneità. La musica dei Širom mette al centro l’uomo e la sua connessione con la sua storia e con la natura, una forma benefica e necessaria di resistenza a una società che invece mette al centro la tecnologia per farne un totem da adorare. Siano benedetti questi meravigliosi, commoventi 73 minuti di musica!

