Bill Callahan - The Mackenzies
@ Alberto Valgimigli

Traduzione testo: Bill Callahan – The Mackenzies

Un testo dal fascino misterioso, a metà fra Raymond Carver e Nathaniel Hawthorne (il racconto Wakefield), che elabora un’esperienza vissuta alcuni anni fa da Bill Callahan. Il brano è tratto dal recente album di Callahan Gold Record.

Bill Callahan - The Mackenzies

@ Alberto Valgimigli

Mi si era rotta la macchina
Proprio di fronte a casa
Cercavo di capirci qualcosa
Quando un uomo anziano arrivò di corsa
Dicendo: “Non farlo, figliolo
Puoi solo peggiorare le cose,

Ora chiamo il mio amico Koji,
Lui aggiusta qualsiasi cosa
E mi deve un favore
E poi, guarda l’ora!
Sono le birrotto e trenta!
Avrai di certo sete…

Dai, seguimi dentro
Unisciti alla famiglia”
Dentro, c’era una sedia già pronta per me

Non ci eravamo mai incontrati
Anche se abitiamo uno a fianco dell’altro
Sapete io sono uno di quelli
Che quando vedono il vicino fuori
Se ne stanno dentro nascosti
Me ne occuperò la prossima volta…

Jack ed io ci trovammo subito d’accordo su Mel Tormé
E sulle prime puntate di Kid’n Play
Brenda portò le birre con un vassoio
Dicendo decisa “ A cena resterai qui!”
Era una tana accogliente e sicura
E avrei voluto tanto che Jack mi chiamasse ancora “figliolo”

Dopo cena parlammo ancora un po’
Brenda si stiracchiò e disse rapida
“Ti accompagno nella camera da letto”

C’erano delle foto appese al muro
Di un ragazzo che poteva avere 21 anni
Appoggiato a una Camaro nuova di zecca
Compresi dai suoi occhi che era morto
Da qualche anno
Ma la sua stanza era sempre pronta

Guardai fuori, tra le fessure
Verso casa mia, di fianco, in pieno sole
Mia moglie nella stanza dei giochi
I ragazzi fra poco in arrivo da scuola,
Pensai “Chiudo gli occhi cinque minuti”

Quando li riaprii
Era già buio
E con il buio due figure sulla porta
Che dicevano “ Figliolo, stai tranquillo
Tutto a posto, figliolo. Figliolo. Siamo a posto. Va tutto bene.”

 

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Fausto Meirana

Written by

Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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