Un ritorno importante per chi ha amato i Verve e il britpop: Richard Ashcroft.
Come già scritto a proposito degli Idlewild, questi ultimi tempi vedono non solo il ritorno di band e solisti che hanno avuto successo negli anni ’90 ma anche la loro volontà di proporre nuova musica. Nel nostro caso Richard Ashcroft ha vissuto momenti di gloria per essere stato chiamato ad aprire i concerti inglesi dei rinati Oasis. Su quel palco Ashcroft ha vissuto momenti emozionanti, in location con una media di 80.000 spettatori a sera, roba da far tremare le ginocchia. Ma ha vissuto soprattutto lo stupore di sentire cantare successi dei suoi Verve, come Bitter Sweet Symphony o Lucky Man, all’unisono. Insieme agli Oasis, con cui ha sempre vissuto un legame autentico, Ashcroft è stato testimone di una stagione fantastica per la musica inglese. Canzoni che hanno segnato un’epoca e che ora, a distanza di tempo, continuano a emozionare. Il cantante ha sempre dichiarato di “godersi il momento, su quei palchi, senza nostalgia.”
Il nuovo album Lovin’ You
Ed ora eccolo con un nuovo disco. La novità è che in questo Lovin’ You ritroviamo un artista che vuole dire ancora la sua come crooner e autore di canzoni. Riparte dalla sua ispirazione più riconoscibile, dal suo modo inequivocabile di scrivere canzoni intime. Oggi più che mai condivide con l’ascoltatore un sentimento di positività in un mondo senza regole. Arrangiamenti essenziali, qualche loop e campionamenti ( il riff di Classical Gas del 1968 di Mason Williams accreditato come autore per Lovin’ You e il loop di Love and Affection di Joan Armatrading nel singolo Lover).
Impossibile classificare questo disco in un genere particolare, in tal senso Richard Ashcroft è sempre stato categorico. Se la base è british in tutte le sue sfumature, negli arrangiamenti scarni del disco trovano spazio chitarre country e cori gospel, accenni ai Daft Punk persino. Una libertà creativa che ha sempre contraddistinto il musicista di Wigan nel nome di un’autenticità come base da cui partire.
Le diverse anime di Richard Ashcroft
Così sul disco possiamo trovare le sue diverse anime. I’m A Rebel è una sorta di carta d’identità del suo essere, con una musicalità volutamente istintiva, mentre Out of These Blues risalta la sua parte riflessiva. Un tono baritonale e chitarre acustiche in evidenza, un testo che parla di rinascita: “Nessuno pensava che saresti mai potuto arrivare lì/ Ora il tuo cuore è in fiamme/ Da questa tristezza, ti sono cresciute le ali/ Che ti sollevano, ora stai volando”. Ma ci sono anche canzoni come Heavy News dove la sensazione di oppressione nel sentire le notizie dal mondo è contrapposta alla voglia di combattere. Un brano incalzante ed energico come si deve. Ah l’amour ha una melodia struggente con un testo che descrive l’importanza dei momenti da vivere con le persone che ami.
Tornando a brani come I’m a Rebel vi si ritrova la volontà di Ashcroft di mettersi in gioco, una nuova energia ispirativa. In definitiva con Lovin’ You recuperiamo un artista che non si guarda indietro con nostalgia ma dimostra di avere ancora cartucce da sparare. Ritrova ispirazione senza strafare partendo dai suoi gusti personali. E noi non possiamo fare altro che gioire e goderci le sue nuova canzoni. You might find another reason/ Find another reason to live/ I’m on your side
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