Various Artists - Help (2)War Child Records

Help (2): grande musica per una causa tristemente importante.

War Child UK è un’associazione umanitaria che si occupa di protezione, supporto psicologico, educativo e materiale per bambini in zone di guerra. Ad essa è associata la War Child Records, etichetta discografica che nel 1995 riunì una serie di artisti molto in voga nel Regno Unito per pubblicare una compilation a scopo benefico intitolata Help. Fu un autentico successo raccogliendo più di 1,5 milioni di dollari per i bambini che vivevano in zone colpite dalla guerra, in particolare la Bosnia. Al progetto parteciparono grandi nomi come Paul McCartney che, per l’occasione, assemblò una super band con Noel Gallagher e Paul Weller. E ancora Radiohead, Manic Street Preachers, Oasis, Portishead e Massive Attack. Le iniziative di raccolta fondi sono continuate negli anni, ma nessuna ha avuto successo come quella.

La genesi del progetto Help (2)

Così, in un momento storico dove le zone di guerra sono aumentate, si è cercato di ricreare quel progetto con Help (2). Registrato in una settimana negli studi Abbey Road, che hanno dato piena disponibilità, e con James Ford come produttore esecutivo, questa nuova avventura non solo vede la partecipazione di alcune fra le più celebrate band indie e di grandi nomi a livello globale, ma anche il loro impegno sostanziale (sono stati donati persino i  master originali).

Ne viene fuori un’attenzione autentica per un tema fortemente attuale. Un modo concreto per far luce su un enorme numero di bambini innocenti, vittime di logiche militari e occupazioni territoriali compiute ignorando qualsiasi regola internazionale. È necessario ricordare che tutti i profitti dell’album saranno donati a War Child UK per proteggere, educare e difendere i diritti dei bambini che vivono al centro dei conflitti armati in tutto il mondo.

Le canzoni scritte appositamente

Tutti i brani sono stati registrati per l’occasione quindi e alcuni sono composizioni originali. Agli Arctic Monkeys è affidato il compito di aprire il programma con l’avvolgente Opening Night. Il collettivo noise-rap scozzese Young Fathers ruba la scena con Don’t Fight the Young,  la cui urgenza e il cui messaggio sono perfettamente adatti alla causa. Commuove la cantilenante  ballata Naboo di Sampha (“costruire più che distruggere è la strada che dovremmo percorrere), mentre Flags vede la partecipazione di Damon Albarn, Grian Chatten e Kae Tempest ed è un calarsi nei panni di un bambino innocente vittima dell’indifferenza di un mondo senza regole che si nasconde nel drappo di una bandiera.

Grande attenzione nella scelta delle cover

Anche le cover sono scelte con cura, senza cedere a facili soluzioni. Val la pena citare quindi Olivia Rodrigo che tira fuori una versione convincente di Book of Love, tratta da quell’eterno capolavoro che è 69 Love Songs dei Magnetic Fields. Beabadoobee  offre la sua personale interpretazione reverente di Say Yes di Elliott Smith. I Fontaines DC rendono omaggio a Sinead O’Connor con Black Boys On Mopeds. Suscita meraviglia  Lilac Wine nell’interpretazione paradisiaca di Arooj Aftab accompagnata da Beck. I Depeche Mode ci illustrano l’assurdità della guerra in Universal Soldier, del tutto trasformata rispetto alla stesura originale di Buffy Sainte-Marie.

Insomma non mancano le sorprese (si ascolti Warning, drammatica composizione originale di Cameron Winter dei Geese), ma anche l’ispirazione e la voglia di mettersi in gioco in questa rinnovata versione di Help.

Various Artists - Help (2)
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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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