La band di Serge Pizzorno approda al nono album: Kasabian – Act III
Act III è il nono album in studio dei Kasabian. Mi si perdoni l’autoreferenzialità, ma concludevo la recensione del precedente Happenings consigliando di “sciogliere per due o tre anni i Kasabian, poi annunciare una bella reunion con l’ex vocalist Tom Meighan, che pure da solo ha combinato poco, e via di tour con gli hit del passato”. Invece Serge Pizzorno & co. hanno voluto fare di testa loro e, ovviamente, hanno avuto ragione. Non perché Act III migliori molto la qualità della loro musica, ma perché ha portato ancora una volta, inspiegabilmente, i Kasabian in cima alle classifiche inglesi. È l’ottavo centro consecutivo per il gruppo.
Genesi del disco
L’uscita era stata annunciata il 22 settembre 2025, in concomitanza con la pubblicazione del singolo Hippie Sunshine, mentre il titolo Act III allude al fatto che si tratta del terzo lavoro con Sergio Pizzorno nel ruolo di voce principale dei Kasabian. Il 2 aprile 2026 è arrivato il secondo singolo, Great Pretender, accompagnato dalla presentazione della copertina e della scaletta dei brani; in un primo momento la data d’uscita era stata fissata al 17 luglio, ma la band ha poi deciso di rinviarla al 4 settembre, spiegando di aver riportato l’album “sul tavolo operatorio” per gli ultimi ritocchi e di non volerlo consegnare al pubblico prima che ogni dettaglio fosse perfettamente a posto.
Il 26 giugno – lo stesso giorno in cui è stato comunicato il rinvio – è uscito il terzo singolo, Superpowers, con un videoclip che vede la partecipazione dell’attore Stephen Graham; infine, il 14 agosto, è stato pubblicato Nothing Better Than This, ultimo singolo estratto prima dell’uscita del disco.
I Kasabian tra vecchio e nuovo
Hippie Sunshine è l’unico che occhieggia ai ‘vecchi’ Kasabian mentre Nothing Better Than This con un drive tra Kiss e Muse spicca come episodio migliore, o almeno più immediato di Act III. Superpowers è disco-pop su un groove di tastiere, Great Pretender è brit-pop totalmente generico: con la voce anche non troppo riconoscibile di Pizzorno suona come praticamente chiunque. Sarà questa la chiave del successo?
Quello che la band ha costruito oltre ai quattro singoli segue un po’ le medesime caratteristiche. L’iniziale Soulmate introduce bene il disco e qualche altro momento non delude: per esempio la buffa psichedelia sempre volta al pop di The Guru and the Crypto Time Machine. La varietà del disco e la sua giusta brevità (poco più di mezz’ora) salva dal disastro totale. Act III è un pastiche di generi che passa l’ascolto senza entusiasmare e senza offendere. È quanto di meglio i Kasabian possono offrire oggi.
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