Anthony Reynolds e i Japan
Burning Shed - 2019

Rock e letteratura: Anthony Reynolds e i Japan

Anthony  Reynolds – Cries and Whispers.

Anthony Reynolds e i Japan

Burning Shed – 2019

Approfittando della bella uscita di Cries and Whispers, libro di Anthony  Reynolds  che affronta, attraverso sostanziose interviste e scupolose analisi le fasi soliste successive allo scioglimento dei Japan, colgo l’occasione di segnalare, nell’epoca di back to vinile, la ristampa dei primi quattro lavori del signor David Batt in arte Sylvian.

David Sylvian:  Brilliant Trees

Dunque, si parte con il monumentale esordio di Brilliant Trees, album bifronte dove al funk sincopato e perverso dell’inizale Pulling Punches si prosegue con le suggestioni Cocteau (il poeta, non la band 4ad…) e si termina la facciata A con l’apoteosi della Red Guitar. Per poi entrare in territori più prossimi a Eno con la facciata B dove il lavoro di Jon Hassell ammanta di suggestioni possible world le esplorazioni introspettive dell’autore. Un cast madonnare: Holger Czukay, Jon Hassell, Kenny Wheeler, Mark Isham, Phil Palmer, Ryuichi Sakamoto e Danny Thompson oltre al fratellino Steve Jansen ai ritmi…

 

A seguire lo strumentale Alchemy, an Index of Possibilities, inizialmente pubblicato solo in cassetta (ce l’ho!) e improntato sulla ricerca di un suono altrove, altro esempio di combo di cervelli colti che si mettono a disposizione di un signore sino a qualche anno prima considerato semplicemente un bel poseur.

Gone To Earth

Con Gone to Earth, terzo album, la ricerca della sospensione spazio-tempo-suono si dilata ulteriormente, le canzoni assumono una durata superiore nel tentativo, riuscito, di creare atmosfere che ancora oggi non appaiono datate nonostante gli eoni passati dalla pubblicazione. Non si dimentichi il compendio di strumentali a marca Sylvian. E, a tratti, Fripp (collaborazione che sfocerà in tour e un discreto album insieme) che attingendo all’ambient si presentano come possibili fotografie sonore, visto che la fotografia è altro nobile hobby del Nostro.

Secrets Of The Beehive

Arriviamo quindi a Secrets of The Beehive, l’album del compromesso possibile dove i tre esperimenti precedenti producono perfetta sintesi sia dal punto di vista della musica colta che popolare. Disco passato giustissimamente alla storia come sua opera stilisticamente più compiuta e, considerato quel che sarebbe uscito dopo, fine di un’epoca. Da lì in poi Sylvian si dedicherà sempre più ad altri tipi di sonorità ed esplorazioni, in coppia, in trio, in singolo ma questa è decisamente un’altra storia.

Anthony  Reynolds ci aiuta a ricordare i Japan

Che dire? Io quei vinili li comprai all’epoca e li consumai. Pare che questi nuovi invece vedessi come suonano! Ma, a parte nuove foto e/o nuove copertine, rimango dell’idea che siano comunque oggetti indispensabili per chiunque voglia avvicinarsi a concetti musicali che rimangono necessari e importanti.

Anthony Reynolds e i Japan

Concludendo, un plauso al signor Anthony Reynolds per l’accuratezza di una stesura letteraria, compendiata da foto bellissime e mai viste, che troverà giusta colonna sonora nel ri ascolto delle suddette opere.

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Marcello Valeri

Written by

Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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