Marvin Gaye - You're the Man
Motown/UME - 2019

Recensione: Marvin Gaye – You’re the Man

You’re the Man di Marvin Gaye in due recensioni.

Marvin Gaye - You're the Man

Motown/UME – 2019

Questa non è una recensione del disco inedito di Marvin Gaye a proposito del quale si vociferava da anni; ma sono due. La prima, per chi non ha molto tempo da dedicare all’argomento o preferisce solo sapere se sia da acquistare o meno, si conclude nelle prossime tre/quattro righe. You’re the Man è una raccolta disomogenea di canzoni, tutte comunque già edite, la maggior parte nella deluxe edition di Let’s Get It On del 2001. Ed è da avere assolutamente, in vinile o in download digitale, non essendo prevista, almeno per ora, la versione in cd. Buon ascolto.

Marvin Gaye – You’re the Man: non un vero “lost album”

La seconda inizia qui, con l’affermazione che nonostante buona parte della stampa (in senso lato, ovvio) specializzata (beh, anche qui ci sarebbe da eccepire) abbia presentato You’re the Man come un “album inedito”, qualcuno addirittura come il seguito ideale di What’s Going On, non ci sono indicazioni sufficienti che le quattordici canzoni qui riunite (al netto dei tre remix del gigantesco producer Salaam ‘Fugees, Amy Winehouse’ Remi), facessero parte di un disco destinato ad essere pubblicato in questa forma e in quei tempi.

Bisognerebbe infatti escludere almeno le due canzoni natalizie (I Want to Come Home for Christmas,  ‘scritta’ da un prigioniero di guerra in Vietnam e la strumentale e ininfluente Christmas in the City) probabilmente destinate ad un “Christmas album” previsto per il dicembre ‘72 (etichetta Tamla T-323L), oltre che la conclusiva “Checking Out”, poco più di una  chiacchiera in forma di jam con il batterista Hamilton Bohannon.

Cosa sappiamo di You’re the Man

Venendo alle cose certe – oltre alla pedanteria dell’autore di queste righe – nella discografia curata da David Ritz (autore della bellissima biografia “Un’anima divisa in due. Vita di Marvin Gaye” e massimo conoscitore delle opere del nostro), c’è effettivamente un disco ‘scomparso’ con questo titolo (a cui viene accreditato il numero T-316L) tra What’s Going On, il sommo capolavoro pubblicato il 21 maggio del 1971, e Trouble Man colonna sonora dell’omonimo film blaxploitation uscito nelle sale americane l’1 Novembre 1972.

You’re the Man: Marvin Gaye contro il sistema

Il singolo You’re the Man (diviso in due parti, una per facciata) esce il 26 aprile e viene registrato qualche settimana prima: si tratta di un soul-funk sulla scorta di Inner City Blues, con la voce di Gaye, spesso sovraincisa tra falsetto e scat, impegnata in una durissima invettiva contro una classe politica (anche quella nascente ‘afroamericana’) incapace di trasformare la dura vita della popolazione più povera nera (e non solo). Siamo nell’anno che si concluderà con la riconferma di Richard Nixon alla presidenza, al culmine della drammatica guerra del Vietnam e nell’imminenza della crisi petrolifera dell’anno successivo.

Marvin Gaye dà un seguito a What’s Going On

Marvin Gaye non si tira indietro, confermando la scelta, iniziata con What’s Going On, di impegnarsi profondamente per lo meno dal punto di vista sociale. Il tutto contro i desideri del capo della Motown Berry Gordy (è anche suo cognato, ne ha sposato la sorella, ma il matrimonio sta per finire), che da buon conservatore lo vorrebbe ancora nei panni di crooner romantico da night club.

The World Is Rated X

La traccia successiva The World Is Rated X, registrata al contrario della precedente a Los Angeles (siamo nel periodo in cui l’etichetta da Detroit traslocherà definitivamente in California, cambiando per sempre la sua ‘pelle’ musicale) conferma questa vena. Registrata tra luglio e novembre è ancora un accorato appello in forma di sermone gospel con fiati, archi e un riff di sax in sottofondo, in cui a causa della drammaticità “the world’s situation should be rated X”.

Gloria Jones contribuisce

Con l’accorata ballad Piece of Clay (luglio 1972) scritta nientemeno che da Gloria Jones (lei, l’ex compagna di Marc Bolan, quella di Tainted Love), e con Where Are We Going? il ritmo si alza, anche se resta immutata la preoccupazione per il futuro. I quattro brani successivi, sotto l’egida di Hal Davis (uno dei produttori storici della Motown), I’m Gonna Give You Respect, Try It, You’ll Like It, You’re That Special One, We Can Make It Baby,  ritornano ad atmosfere e temi più classici, così come Woman of the World, una canzone straniante, alla luce di quanto emerso qualche anno dopo sui comportamenti violenti di Gaye con la sua seconda moglie.

Tornando alla questione ‘album inedito’ è molto probabile che dopo l’uscita del singolo omonimo, i disaccordi con Gordy (che pure dopo l’enorme successo di What’s Going On aveva inevitabilmente dovuto lasciare mano libera al suo artista), ma ancor di più l’incapacità in quel momento di trovare coerenza alle sue molte idee, abbiano convinto Gaye a concentrarsi sulla colonna sonora di Trouble Man. E poi in quello che diventerà Let’s Get it On (in cui comunque confluiranno brani iniziati addirittura nel 1970).

You’re the Man sei tu

Quello che resta è un disco sicuramente ineguale, ma di cui non si può fare a meno di ammirare la straordinaria attualità musicale. Nonché quella testuale, se pensiamo all’America, e non solo, di oggi. Per concludere, se sei arrivato fino alla fine di queste righe e sei convinto che sia perfettamente inutile aspettare l’Uomo, è altamente probabile che sia proprio TU, l’uomo a cui è destinato questo disco.

Marvin Gaye - You're the Man
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Danilo Di Termini

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Da ragazzo ho passato buona parte del mio tempo leggendo libri e ascoltando dischi. Da grande sono quasi riuscito a farne un mestiere, scrivendo in giro, raccontando a Radio3 e scegliendo musica a Radio2.

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