L’abisso psichedelico sommerge Pisa: New Candys al Caracol.
Mercoledì primo ottobre il Caracol si è trasformato in una dimensione sommersa quando i New Candys hanno portato sul palco The Uncanny Extravaganza, il loro quinto album uscito a maggio.
La band nasce a Venezia nel 2008 attorno al cantante-chitarrista e autore Fernando Nuti e al batterista Dario Lucchesi (oggi basso e synth), con una fisionomia sonora che intreccia psych-rock, shoegaze e pulsazioni dark. Dopo i primi concerti nell’area lagunare e un EP autoprodotto (2010), il debutto lungo Stars Reach The Abyss (2012) li porta oltre i confini nazionali. Seguono New Candys As Medicine (2015) e Bleeding Magenta (2017), che consolidano credibilità e visibilità. Nel 2021 arriva Vyvyd, mixato da Tommaso Colliva. Nonostante i rallentamenti pandemici, tra 2021 e 2022 il gruppo costruisce uno dei propri periodi più intensi: The Great Escape online, tour europei e nordamericani, SXSW, Jam in the Van, undici date in apertura ai Dandy Warhols.
Nel 2023 la formazione si assesta con l’ingresso di Emanuele Zanardo (chitarra, cori) e Francesco Giacomin (batteria, sampler); esce il 7 Everything’s Fucking Boring, rilettura in inglese di un classico di Bugo con il suo coinvolgimento diretto, e la band torna sul palco a fine anno. La novità più recente è, come detto, The Uncanny Extravaganza (Fuzz Club), svelato da marzo 2025 con il singolo Regicide e pubblicato il 30 maggio: un anti-concept che innesta elettronica e cura produttiva.
Novanta minuti che travolgono
Dall’ingresso in scena, l’immersione è totale. Le luci riproducono fedelmente i colori della copertina: toni turchesi e verde acqua che evocano profondità marine, contrastati da bagliori viola intenso e nero profondo. La statua della sirena, icona sacra reinterpretata in chiave mitologica, prende vita sul palco attraverso la presenza magnetica del frontman e la sua voce ipnotica.
Cagehead spalanca le porte dell’abisso. Chitarre affilate, ritmica ipnotica ed elettronica oscura si fondono in un suono compatto e potente.
L’acqua è il filo conduttore: una dimensione parallela, inospitale eppure profondamente onirica. Sul palco, questa dualità prende forma attraverso giochi di luce che deformano le silhouette, ricreando quella rifrazione che distorce la realtà sommersa.
La band integra perfettamente gli elementi elettronici senza sacrificare l’impatto viscerale che li ha portati su palchi internazionali prestigiosi. Novanta minuti in apnea, un’extravaganza perturbante che conferma i New Candys come una delle voci più necessarie del rock psichedelico contemporaneo.
Quando le luci si sono riaccese, il pubblico è riemerso disorientato, trasformato, già nostalgico di quell’abisso.







































