Music for Hotels - Vol. 213/SILENTES

Una felice estate retrofuturista con Summer Fun – Music For Hotels Vol. 2.

L’inevit/abile Vittore Baroni (chi legge di musica da decadi e non sa chi sia significa che ha letto poco e male) torna, dopo la prima emissione Return To Acapulco – Music for Hotels Vol.1 dello scorso anno, con questa nuova situazionistica compilazione intitolata Summer Fun – Music For Hotels Vol. 2. Una, a dir poco, eccezionale operazione al sapor di nostalgia di un futuro a venir, dedicata alla stagione che più detesto, ma che lui immagino adori  da albergator in quel di Forte dei Marmi de l’Acapulco, una struttura da anni in carico alla dinastia Baroni, vera e propria polichicca sotto moltissimi aspetti e, da sempre, legata a frequentazioni di musici ed artisti sempre di ampia caratura. E possiamo andarci anche noi.

A recensir questa che si presenta a tutti gli effetti come la compilation di musica estiva del secolo, per la sua natura retrofuturista, dove la space age si mischia con il garage, il beat con il metallo urlante, l’alto con il basso,  dove convivono Doors, Cocteau Twins, Sergio Endrigo e David Sylvian, tanto per citare in disordine sparso alcuni degli autori delle cover presenti nel disco , si rischia l’enciclopedizzazione. Si pensi solo  che in 70 minuti di fun fun fun under the sun scorrono 20 band/solisti alle prese con 20 cover. Come se non bastasse, ogni canzone, nel libretto di 28 pagine allegato a forma di copertina di 45 giri, stratosfericamente illustrata da Massimo Giacon e già pezzo d’arte a sé, ha una rappresentazione grafica affidata a 20 diversi artisti, e quando c’è di mezzo Baroni, già si capisce che la qualità non solo è richiesta ma è pure garantita.

I tanti protagonisti di Music For Hotels Vol. 2

Comunque… Le forbici di Manitù, nei quali Baroni è pur membro e quant’altro, rifanno i Barracudas scendendoli di anagrafe e portandoci già dove nessun + mai è giunto prima, Lisa Beat (gran nome, spero preso da Cochi & Renato) and The Liars italianizzano nel titolo California Sun che qui diventa, appunto, italian, Little Taver & His Crazy Alligators fanno da bagnasciuga time machine con Tipi da Spiaggia, di dorelliana memoria.

Andrea Tich, sempre più sulla cresta della letterale onda, prende Jambo Bwana, hotel hit ’80, e la mutua in Estate all’Italiana, Lodovico Ellena & Ganesh Blues Band strapazzicchiano con devozione la Cochraniana Summertime Blues, Gli Avvoltoi chiudono Charlie fa il surf in un tritanote beat a lor congeniale, mentre gli Ataraxia pescano in casa Cocteau Twins una Summerhead pienamente riuscita e, al tempo, assai personale.

Fabrizio Tavernelli crooniza la coppia Hazlewood/Sinatra (la Nancy…) di Summer Wine come fosse un Nick Cave senza protezione solare, gli Esterina deviano Azzurro in chiave talmente personale che senza il testo è un loro brano, gli inafferrabili e necessari Polychron  con il Pankowiano Alex Spalck vanno a recuperare la doorsiana Indian Summer (in una misteriosa Bolheroic version…) giocandosi la carta di un brano meno noto del catalogo Morrisoniano e vincendo a man bassa e pure alta, complice un Ravel ibridato, mentre NicoNote, ovvero Nicoletta Magalotti, mette all’angolo l’arcinota Summertime, The Cleopatras sdoganano er Piotta con La Grande Onda e attendono che Tarantino le chiami per Kill Bill vol.3, i Death Wishlist buttano in hardcore punk ma pur con un po’ indole metallarica la Indian Summer dei TNT con furor accaldato, Alice Tambourine Lover mi rispolverano la Long Hot Summer che fu degli Style Council in chiave personalissima ma rispettosa, i Maisie rendono doveroso omaggio al cantor dell’estate per eccellenza, Fred Bongusto, con la sua Una Mezza estate, freschi come una granita con panna.

L’apparentemente meno estivo in assoluto, Sergio Endrigo, vien qui glorificato a cura di Amaro 19 con una ottima Era d’estate, l’ineffabile Vittorio Nistri, già presente nel volume precedente e già lodato, rinnova i voti con Lies of Summer della, in italici lidi, sottovalutata ma enorme Aimee Mann in versione quasi 4AD, i Jealous Party ci ricordano le basettone di Mungo Jerry e dell’arcinota In the summertime destrutturandola con goduta ferocia, gli Energumeni fanno una versione alla Marco Ferreri di Vamos alla playa che piacerà a quel che resta dei Residents e, dulcissimus in funds, Paolo Tarsi con Andrew Evans chiude con una inaspettata September di David Sylvian per dar quel tocco di crepuscolo che il finale di stagione in talun infonde.

La parte grafica e un’utile info

Vabbè, ho fatto trenta, faccio trentuno e cito anche gli artisti autori delle immagini succitate: AlePop (a cui è dedicato tutto il lavoro sonoro e non avendo lasciato questo triste pianeta), Beppe Casini, Marco Corona, Alberto Corradi, Maurizio Ercole, Luciano Federighi, Laura Fiaschi/Gumdesign, Marco Fine, Nik Guerra, Hurricane, Pietro Leddi, Simone Lucciola, Reg Mastice, Nikt N., Mat Pogo, Michael Rotondi, Pasquale “Squaz” Todisco, Dandy Angelica Vannini, David “Diavù” Vecchiato e Stefano Zattera…pant pant pant (polisemico).

Consigli per gli acquisti che poi vi pentite: il cd è via MAIL ORDER – Il costo del CD “Summer Fun – Music for Hotels Vol. 2” è di Euro 14,00 (+ Euro 5,00 per spese postali tracciabili in Italia). Per chi fosse interessato anche al Vol. 1, il costo complessivo è di euro 33,00. Il pagamento va effettuato in anticipo tramite PayPal a vittorebaroni@alice.it oppure con vaglia postale da inviare a: Vittore Baroni – Via C. Battisti 339 – 55049 Viareggio – Lu.

Sic scripsi.

AA.VV. - Summer Fun - Music For Hotels Vol. 2
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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che, invece, i musicisti adorano.

Di Marcello Valeri

Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che, invece, i musicisti adorano.

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