Dopo tredici anni di silenzio discografico, i Boards of Canada tornano con Inferno.
Inferno è il quinto album in studio per i Boards of Canada ed è stato pubblicato il 29 maggio 2026 su Warp Records, l’etichetta emblematica per la quale hanno inciso i precedenti a partire dal debutto Music Has the Right to Children dell’ormai lontano 1998. Proprio per la lunga assenza dalla scena, è bene ricordare chi sono, anche per via della loro riservatezza: non si esibiscono dal vivo dal 2001 e rilasciano raramente interviste. Si tratta di un duo elettronico scozzese formato dai fratelli Michael e Marcus Eoin Sandison.
Cresciuti nel nord-est della Scozia, hanno sviluppato fin dall’infanzia una passione per la sperimentazione sonora, costruendo il loro stile attorno a sintetizzatori vintage, strumentazione analogica manipolata, campionamenti e ritmi di matrice trip-hop. I temi ricorrenti nella loro musica spaziano dalla nostalgia e la memoria dell’infanzia alle preoccupazioni ambientali, dalla scienza ai soggetti esoterici. Considerati pionieri dell’intelligent dance music, hanno attraversato ere sonore differenti, accostandosi a esperienze come Autreche, Squarepusher, Aphex Twin, ma con una propria personalità ben evidente. Per molti, Geogaddi (2002) costituisce tuttavia il disco della maturazione.
La discesa agli inferi
Il ritorno è stato annunciato con misteriosi e vintage VHS recapitati ai fan, poster con il loro sigillo esagonale comparsi nottetempo nelle grandi città di mezzo mondo, e un breve video su YouTube — “Tape 05” — che anticipava temi e atmosfere del disco.
Inferno contiene diciotto tracce per una durata complessiva di quasi settanta minuti, ed è il lavoro più esteso della carriera dei Boards of Canada. Il titolo non è casuale: rimanda all’opera dantesca, ma anche a un senso più ampio di discesa negli abissi del presente — guerre, crisi ambientali, caos politico, sgretolamento delle certezze collettive. Con il precedente Tomorrow’s Harvest ha in comune l’idea della colonna sonora, ma dal futuro post-apocalittico lì immaginato si passa al presente con tutta la sua urgenza e la sua instabilità: Inferno è senza ombra di dubbio l’album più oscuro della carriera dei Boards of Canada.
Prophecy at 1420 MHz
Prophecy at 1420 MHz, il singolo apripista, esibisce break di chitarra e batteria che esplodono con nitidezza. Il titolo fa riferimento alla frequenza 1420 MHz, il segnale radio rilevato dall’astronomo Jerry R. Ehman il 15 agosto 1977, mentre lavorava al progetto di ricerca di vita extraterrestre con il radiotelescopio Big Ear. Le caratteristiche del segnale lasciarono intendere una provenienza esterna al sistema solare, sebbene oggi vi siano molti dubbi a riguardo, ma evidentemente per i fratelli Sandison a contare è l’evocazione profetica dell’evento unico.
Father and Son
Costruito su campionamenti, a volte solo strumentali, a volte vocali, Inferno trova il suo apice in Father and Son. La maggior parte del campione vocale è tratto da un programma televisivo dedicato alla setta dei Children of God, in seguito ribattezzata The Family International. Racconta di un padre recatosi al compound di Los Angeles per incontrare il figlio, il quale aveva interrotto bruscamente ogni contatto con il mondo esterno per divenire un membro devoto della setta. La tensione del dialogo nasce dall’interpretazione letterale che il gruppo dava a Matteo 10, 34-39: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. (…) nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me»; i leader dei Children of God strumentalizzavano quei passi per isolare i nuovi adepti, persuadendoli che i genitori fossero spiritualmente ciechi e agenti del nemico intenti a strapparli a Dio.
Il pezzo unisce precisione certosina nel ritmare i campioni vocali su una base estremamente sinistra, per un risultato spettacolare.
The Word Becomes Flesh
Altro highlight è The Word Becomes Flesh, celebre frase dal prologo del Vangelo secondo Giovanni, che si apre identificando il « Verbo» (traduzione del greco Lógos) con il divino stesso e con il Cristo. Nel brano, questa cornice viene accostata a una descrizione meccanicistica dell’embriogenesi del pulcino, dove il genoma è il Verbo fatto carne cellula dopo cellula da un organismo che riproduce se stesso. La canzone è utilizzata nei titoli di coda del film horror del Backrooms, uscito nelle sale lo stesso giorno dell’album.
I fratelli Sandeson sanno parlare al presente
Non tutto il disco è a questi livelli – altrimenti avremmo un capolavoro. Però i Boards of Canada sono bravissimi nel delineare la loro versione dell’Inferno, fra tentazioni sci-fi (l’eccellente conclusione con I Saw Through Platonia), aneliti alla spiritualità (come in Naraka, dove misteriosi cori in sanscrito evocano gli gli inferni dell’induismo), riflessione sulle apocalissi contemporanee. Qualche taglio ai 70 minuti l’avrebbe reso più incisivo, ma dopo tredici anni di silenzio i fratelli Sandeson avevano evidentemente voglia di far sentire la propria voce, e di prendersi tutto il tempo necessario per farlo.
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