Editors - EBM

Ritornano gli Editors – EBM “col turbo” e fanno centro. E Blanck Mass ringrazia.

Gli Editors sono una band coraggiosa. Nei loro 19 anni di carriera non hanno mai avuto paura di cambiare registro e affrontare nuove sfide sonore. E lo hanno fatto anche ora, dopo gli esiti vacillanti degli ultimi lavori.

L’esordio era stato col botto. The Back Room (2005) e An End Has A Start (2009) avevano entusiasmato. I paragoni si erano sprecati: dai New Order, agli Ultravox fino ai Cure (notevole la cover di Lullaby). Il gruppo di Stafford sembrava ereditare uno scettro pesante nel solco di una tradizione che ancora oggi ha un suo spazio nel grande ambito “post”: new wave, punk, elettronica e indie rock.

Con alterne fortune arriviamo agli anni recenti. The Weight Of Your Love (2013) e In Dream (2015) sono stati episodi di incerta transizione, dove i tentativi di innovazione non sono stati premiati dagli esiti artistici. Gli Editors sembrava stessero perdendo un’identità forte col rischio di essere identificati come “quelli che somigliano agli Interpol” e in alcuni casi, i più gravi, agli U2.

Violence e The Blanck Mass Session

Nel 2018 esce Violence, lavoro in cui gli Editors provano a spingere su un aspetto più elettronico. Peccato che le troppe incertezze di percorso rendano il risultato  appena accettabile. Bisogna cambiare strada. Ed ecco arrivare in soccorso John Power aka Blanck Mass, un vero esploratore post- moderno dell’industrial, che già aveva dato un piccolo apporto in Violence. L’album in questione viene completamente rimixato e stravolto l’anno successivo. In The Blanck Mass Session, così è stato re-intitolato Violence, le vecchie canzoni assumono un aspetto quanto meno interessante grazie a una struttura più incisiva e vigorosa.

EBM: l’accoppiata stavolta convince al primo ascolto: può aprirsi un nuovo capitolo

Tom Smith e compagni scommettono su una collaborazione in cui credono pienamente e Blanck Mass entra a pieno titolo come protagonista nel nuovo lavoro degli Editors 2022. Il risultato è EBM (Pias): Editors Blanck Mass o anche, e meglio, Electronic Body Music.

Quello che ascoltiamo è un disco robusto, gagliardo, muscolare e tirato a dovere, in grado di attanagliare l’ascoltatore dal primo brano all’ultimo, lasciando giusto un paio di momenti di riposo per poi riprendere una cavalcata senz’altro coinvolgente. EBM è elettronico, industrial, dance senza troppe pretese o virtuosismi stilistici. Energia allo stato puro che riempie a suo modo uno spazio oggi poco frequentato. EBM ha anche un lato grezzo, a tratti truzzo, che può non piacere ai palati più raffinati, ma con un’attitudine spassosa indiscutibile. Lasciamoci quindi trasportare dalle scorribande dance di Kiss, uno dei brani meglio riusciti, dove l’aspetto high energy viene volutamente evocato, per passare ad altri piacevoli momenti. Senz’altro notevoli i singoli Karma-Clima e Heart Attack, dove riemerge il clima tenebroso degli esordi arricchito da un côté psichedelico ed electrowave che lascia ben sperare per gli anni a venire di una band ancora intenzionata a lasciare un segno.

Editors - EBM
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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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