Da Chicago un duo magico dà vita a From the Private Collection of Saba and No I.D.
From the Private Collection of Saba and No I.D. è il primo incontro in formato album tra due figure chiave legate a Chicago.
Saba, nome d’arte del rapper Tahj Chandler, è emerso come una delle voci più originali dell’hip hop contemporaneo grazie alla sua capacità di unire introspezione, musicalità e attenzione alla comunità. Cresciuto nella scena YOUmedia e membro fondatore del collettivo Pivot Gang, si è distinto con progetti come Care for Me e Few Good Things, apprezzati per la scrittura emotiva e l’eleganza delle produzioni. La sua musica combina rap melodico, soul, jazz e influenze neosoul, costruendo un linguaggio personale riconoscibile per sensibilità, cura dei dettagli e profondità narrativa.
No I.D., pseudonimo di Ernest Dion Wilson, è uno dei produttori più influenti del rap statunitense. Nato e cresciuto a Chicago, è stato mentore di Kanye West, collaboratore storico di Common e figura centrale nella transizione del genere tra anni ’90 e 2000. La sua poetica produttiva si basa su campionamenti eleganti e su una versatilità che gli ha permesso di lavorare con artisti diversissimi, da Jay-Z a Beyoncé, da Vince Staples a Nas.
L’evoluzione di un mixtape
Nato inizialmente come semplice mixtape nel 2022, il progetto From the Private Collection of Saba and No I.D. è cresciuto fino a diventare un lavoro coeso e ambizioso, ricco di ospiti (vede la partecipazione di Smino, Kelly Rowland, Jordan Ward, Ogi, Raphael Saadiq, Eryn Allen Kane, BJ the Chicago Kid, Ibeyi, Love Mansuy e dei membri del collettivo hip-hop di Saba, i Pivot Gang) ma centrato sulla chimica tra i due protagonisti. I brani sembrano dialogare con il passato (Common, l’epoca 808s & Heartbreak, il soul campionato) però non scivolano mai nel mero omaggio.
Saba e No I.D.
La produzione è piena di dettagli ma mai soffocante: fiati funk che diventano sia ritmo sia melodia, ritmica, loop vocali che paiono ripetersi e invece cambiano di sfumatura di continuo. Accanto a momenti più morbidi e neo-soul, compaiono chitarre spigolose, eco industriali e passaggi più scuri che ricordano i lavori di No I.D. con Vince Staples. Saba, in questo contesto, appare a suo agio: i testi restano consapevoli, ma si muovono con leggerezza, tra battute, immagini quotidiane, riflessioni sul tempo, sulla comunità. From the Private Collection of Saba and No I.D. è un disco caloroso, collettivo, che suona come una dichiarazione d’amore alla città, alle proprie radici musicali e alla libertà creativa condivisa.
È anche un antidoto prezioso al molto rap senza senso che si è ascoltato quest’anno. Più che su singoli trainanti, From the Private Collection of Saba and No I.D. funziona nell’insieme, e tuttavia non si possono tralasciare momenti particolarmente felici come head.rap, il duetto con Ibeyi in Reciprocity, la melodia al piano di Stop Playing With Me, la capacità di variare il flow di Saba su Woes of the World… c’è veramente tanto di memorabile su questo disco: si può sperare che la collaborazione fra i due non si fermi al primo episodio.
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