Con Bad Fire i Mogwai si riconfermano maestri del chiaroscuro.
The Bad Fire (appellativo utilizzato dagli operai inglesi per identificare le fiamme dell’inferno) è il titolo scelto dai Mogwai per battezzare il loro undicesimo album in studio. Lavoro intenso e sperimentale quanto basta, The Bad Fire si colloca nella scia del precedente As the Love Continues, pubblicato nel 2021, alla vigilia dei 25 anni di carriera. Di quell’opus The Bad Fire riprende la volontà di rileggere e rielaborare le sonorità più tipiche della band, senza, tuttavia, mai stravolgerle.
L’album ha una genesi particolare. Momenti belli e meno belli si sono succeduti durante le fasi di composizione e registrazione (ricordiamo per esempio la malattia che ha colpito la figlia del batterista Barry Burns), ma, come spesso accade nella musica della band, le ombre divengono luci e il dolore e la paura si trasfigurano in arte e bellezza.
Suoni e situazioni di The Bad Fire
Nuance elettroniche e venature shoegaze si avvicendano nei sette minuti di God Gets You Back, che ci introduce senza indugi nelle atmosfere rarefatte che permeano l’album. I dieci titoli in scaletta sono allo stesso tempo unici e parte di insieme coerente e non pochi sono i momenti memorabili.
Non possiamo non citare, per esempio, Hi Chaos, che rilegge il sound degli esordi della band, arricchendolo con evocativi tappeti di tastiere, o la metallica Fanzine Made of Flesh, con le sue venature anni ’90. Fa da controcanto Lion Rumps, una lunga cavalcata tutta in crescendo, sottolineata da percussioni incalzanti e riff di chitarra nervosi.
Chiaroscurali sono gli sfondi su cui si sviluppa Pale Vegan Hip Pain, uno dei pezzi più interessanti dell’album, a cui fa da contraltare If You Find This World Bad, You Should See Some of the Others, con le sue infinite variazioni di ritmo, una sorta di riassunto di carriera nel quale fanno capolino un po’ tutte le sfumature dell’universo Mogwai. Venature shoegaze caratterizzano anche 18 Volcanoes, seguita dalla ipnotica Hammer Room e dall’eterea e sognante Fact Boy in bilico fra atmosfere terrene e ultraterrene a chiudere degnamente le danze.
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