Way To Blue - Tributo a Nick Drake | Recensione concerto

Concerto: Way To Blue – Tributo a Nick Drake @ La Claque, Genova

Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, 31 ottobre 2018.

Way To Blue - Tributo a Nick Drake | Recensione concerto

Bellissima serata alla Claque di Genova la notte di Halloween, grazie alla rassegna Bangarang del Goaboa. Un omaggio in musica, parole ed immagini al fragile, straordinario talento di Nick Drake (e anche alla visionarietà del suo mentore Joe Boyd).

Angelini e D’Erasmo provano a ricreare un concerto di Nick Drake

Sono un fan di Rodrigo D’Erasmo (il violinista degli Afterhours) da quando lo vidi a Milano in coppia con Steve Wynn, uno dei concerti più emozionanti della mia vita (ho ancora nelle orecchie la loro apocalittica versione di Coney Island baby di Lou Reed). Non conoscevo invece (confesso) Roberto Angelini, se non come volto della resident band di Propaganda live, programma tv cult del venerdì sera (e invece ha un cv di tutto rispetto). Proprio Angelini è stato per me la sorpresa piacevole della serata, per come ha saputo comunicare anche tecnicamente il valore di Nick Drake, di cui è bene ricordare che non esistono immagini dal vivo. Quindi Way To Blue è una specie di appassionata rendition di come avrebbe potuto suonare un concerto di Nick Drake, con l’aggiunta del sopraffino violino di D’Erasmo.

L’ospite Zibba

 

Lo spettacolo ha avuto uno sviluppo cronologico, partendo dal primo disco di Drake, il gigantesco Five Leaves Left. Il successivo Bryter Layter, a causa dei suoi arrangiamenti più “pop” (per quanto pop possa essere considerata la musica di Drake), è stato invece trascurato, a parte una bellissima Northern Sky. In conclusione diversi brani dal
leggendario Pink Moon. Ospite a sorpresa alla voce il local hero (savonese in effetti) Zibba, che ha interpretato da par suo Place To Be e Saturday Sun.

Tutti i brani sono stati intervallati da aneddoti storici e anche tecnici su Nick Drake in cui traspariva la passione e l’emozione del duo verso l’inquieto maestro. Da notare che Angelini ha sfoggiato tre chitarre diverse, per evitare le lunghissime accordature che impegnavano Drake dal vivo, con giustificata perplessità del pubblico dei suoi pochi concerti.

Le versioni delle canzoni sono state tutte molto rispettose di cotanta poetica creatività, Ha fatto eccezione solo Know, in cui Angelini ha dato sfoggio e sfogo di una notevolissima particolare tecnica di “tapping” (ereditata dal patrigno Vittorio Camardese) e D’Erasmo ha suonato la melodia della voce. Memorabilmente emozionanti River Man, Day Is Done e Things Behind the Sun. Sullo sfondo scorrevano le belle immagini curate dal collettivo artistico B5 di Trastevere.

 

Di recente Angelini e D’Erasmo hanno ristampato su vinile Pongmoon, album tributo a Drake uscito in cd nel 2005, con l’aggiunta di due pezzi fra cui la modernissima Parasite. La musica di Drake resta veramente unica ed eterna, grazie anche al personaggio Joe Boyd, che vincolò la Island a una eterna ristampa dei dischi di quello che fu uno degli artisti a lui più cari.

In conclusione: non tutti i tributi vengono per nuocere. Le tribute e le cover band sì, ma questo è un altro discorso.

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Ha iniziato ad ascoltare musica nel 1977 coi 45 giri di Clash e Sex Pistols. Primo concerto: Ramones, 1980. Nel 1983 inizia a fare musica e da allora ha suonato tutto lo scibile ‘alternativo’: anarcopunk, rock’n’roll, emo-pop, rock psichedelico. Ogni tanto pubblica album da solista one man band. Non si ritiene un critico musicale ma ha ascoltato e suonato talmente tanta musica che pensa di poter dire la sua.

Franco Zaio

Written by

Ha iniziato ad ascoltare musica nel 1977 coi 45 giri di Clash e Sex Pistols. Primo concerto: Ramones, 1980. Nel 1983 inizia a fare musica e da allora ha suonato tutto lo scibile 'alternativo': anarcopunk, rock'n'roll, emo-pop, rock psichedelico. Ogni tanto pubblica album da solista one man band. Non si ritiene un critico musicale ma ha ascoltato e suonato talmente tanta musica che pensa di poter dire la sua.

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