Avicii – TIM
Universal – 2019

Recensione: Avicii – TIM

TIM  (1989-2018). Un mito fragile.

Avicii – TIM

Universal – 2019

“Spread positivity through my music, in message. And enjoy success but not materialistic success”. Non c’è modo migliore per ricordare Tim Bergling, aka Avicii, se non citando la sua dichiarazione d’intenti. Una dichiarazione che è un inno alla gioia in netta contrapposizione con la vita e la personalità di un artista che ha fatto ballare il mondo per qualche stagione.

Avicii una breve leggenda

Tim Bergling, classe 1989, inizia giovanissimo, e arriva al successo planetario nel 2011 col brano Levels. Da lì a seguire una serie ininterrotta di veri tormentoni da dancefloor che si interrompe con la prematura morte del DJ svedese più famoso al mondo. La ricetta del successo è molto semplice. Melodie accattivanti, facili da ricordare e allo stesso tempo costruite alla perfezione con un solo scopo: far ballare chiunque. L’operazione è riuscita in pieno. I brani più famosi di Avicii: Levels, Hey Brother, Wake Me Up, The Nights o il remake di Sweet Dreams, per citarne alcuni, sono ormai degli evergreen nel loro genere.

Il tutto riassunto in due soli album: True (2013) e Stories (2015). Tim sapeva che sarebbe finita male. Lui stesso dichiarava pacatamente che la sua vita era un abominevole buco nero. Trecento serate all’anno sostenute dall’abuso di alcol, farmaci e altro hanno portato Avicii a un’autodistruzione senza ritorno. Il suicidio del 20 aprile 2018 per molti non è stata una sorpresa.

Avicii – TIM: l’omaggio postumo

A un anno di distanza dal trapasso arriva l’album postumo TIM. Dodici nuovi brani sui quali Avicii aveva già iniziato a lavorare vengono completati per l’occasione da una squadra di compagni con cui Tim aveva avuto a che fare più volte.

 

Ecco quindi Chris Martin dei Coldplay (con cui Avicii aveva collaborato per l’album A Sky Full Of Stars) presente in uno dei momenti migliori del disco: il brano Heaven. Il duo svedese Vargas & Lagola aprono il tutto con un buon pezzo, Peace Of Mind, e tornano con Tough Love. L’album è anticipato dal singolo SOS e dalla bella voce di Aloe Blacc che nel 2013 collaborò con Avicii per Wake Me Up. Altro contributo illustre è quello del frontman degli Imagine Dragons, Dan Reynolds, in  Heart Upon My Sleeve.

Grazie Avicii/Tim

TIM, onestamente, non è un disco memorabile. Nel complesso risulta gradevole, ma mancano i tormentoni a cui Avicii ci aveva abituato. I proventi dell’album andranno alla Tim Bergling Foundation, la fondazione istituita dai genitori per sensibilizzare sul tema della prevenzione dei suicidi, e la cosa è encomiabile. Se a questo aggiungiamo che TIM è un saluto a un ragazzo che ha fatto divertire milioni di giovani il giudizio finale non può essere imparziale.

Avicii – TIM
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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