Foo Fighters – Concrete And Gold Recensione

Recensione: Foo Fighters – Concrete And Gold

I Foo Fighters al nono album.

Foo Fighters – Concrete And Gold Recensione

RCA – 2017

Probabilmente nessuno, se non un nucleo di fan accaniti, attende il nuovo disco dei Foo Fighters con grandi aspettative. Tuttavia Concrete And Gold suona meglio delle prove più recenti della band. Dave Grohl pesca in molte direzioni differenti e compone una manciata di canzoni di buon livello.

La produzione di Concrete And Gold

Per Concrete And Gold i Foo Fighters hanno scelto un produttore marcatamente pop come Greg Kurstin, che ha lavorato (molto bene) con Lily Allen. Oppure con Pink e Rita Ora. Ma quest’anno ha prodotto anche il disco solista di Liam Gallagher. D’altra parte, con la sua esperienza Dave Grohl dovrebbe sapere per conto suo dove vuole andare. In Concrete And Gold a prevalere sono, da una parte, i toni hard rock, dall’altra melodie di stampo beatlesiano. A funzionare sono soprattutto le tracce più hard, concentrate nella prima parte del disco. E poco contano gli ospiti, anche se dai nomi altisonanti: da Alison Mosshart su un paio di tracce, a Paul McCartney che suona la batteria a Justin Timberlake per qualche backing vocal.

Concrete And Gold, un disco di ispirazione alterna

Concrete And Gold parte in modo peculiare, con la voce di Grohl e la sola chitarra. Poche frasi che sembrano voler rigettare la condizione di rockstar. Ma poi parte The Run, uno dei momenti migliori, che dal vivo dovrebbe funzionare proprio bene. La voce di Grohl è a tratti hardcore, la canzone a metà tra tentazioni heavy e pomp rock. Ma fortunatamente ci si tiene lontani dai territori degli ultimi Muse, e i Queen aleggiano solo per poco tempo. Riff pesante per Make It Right, niente di originale ma può andare. Meglio decisamente The Sky Is A Neighborhood, secca e di nuovo cantata con il piglio giusto. Non per niente prima scelta per il video. Divertente anche Dirty Water, che inizia come una ballata ariosa e termina massiccia.

I Foo Fighers e Dave Grohl dinanzi a una scelta?

Come già detto, nella seconda parte il disco si perde. Per esempio Happy Ever After, con la psichedelia brit un po’ fuori luogo. O la conclusione con Concrete And Gold che richiama The Wall, sono due momenti che convincono poco. Insomma alla fine un disco molto alterno per ispirazione e risultati. Difficile dire se a questo punto della sua carriera Dave Grohl stia studiando dove andare, arrivato ormai al nono album. L’ascolto di Concrete And Gold certo non dà una risposta, ma a tratti diverte un bel po’.

Foo Fighters – Concrete And Gold
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Marina Montesano

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