Bodega – All Inside Aquarium: un viaggio a Leeds e uno studio di registrazione per un suono cambiato.
Credo che nel panorama delle band indie si stia verificando non solo un’apertura mentale verso generi diversi, ma anche una sperimentazione mai fine a sé stessa. Data questa premessa possiamo affermare che in All Inside Aquarium, quinto album in studio dei Bodega, la band newyorkese alza ancora l’asticella creativa nel segno della spontaneità. Un cambiamento dovuto anche alla scelta di approdare a Leeds per la registrazione del disco con il supporto del produttore Matt Peel (Yard Act, Divorce, Kaiserf Chiefs).
Uno studio di registrazione chiamato The Nave
A quanto pare lo studio – che si chiama The Nave ed è stato ricavato in una chiesa sconsacrata – è stato fonte d’ispirazione. Per la prima volta il gruppo si è trovato lontano da casa vivendo un’esperienza comunitaria e assorbendo le vibrations di un posto dove l’art rock ha generato band iconiche come Gang of Four, Delta 5 e The Mekons. Per non parlare della sacralità degli Stone Roses e del loro primo, irraggiungibile album e ancora The Fall e nomi più recenti quali English Teacher e Adult DVD.
Come dichiarato da Ben Hozie, cantante e leader della band insieme a Nikki Belfiglio, “consideriamo la nostra musica come un dialogo con tutte le diverse correnti del rock and roll. Il rock ‘indie’ è in realtà una questione di classe”. Da qui la volontà di smarcarsi dall’appellativo di band post-punk per abbracciare un rock più legato a certe influenze del passato.
Tutto questo state of mind finisce dritto in All Inside Aquarium. Così le influenze dei già citati Stone Roses donano a Pick Up The Check una ‘cazzimma’ davvero piacevole, mentre Weather Me sembra un omaggio alle Breeders. Addirittura i Bodega si spingono fino alla sacralità di un brano come Slow Train (e ogni volta mi chiedo come Mr. Dylan considera la rielaborazione dei suoi brani).
All Inside Aquarium: un disco ‘positivo’
La sensazione complessiva, già ben chiara nella title track posta in apertura di disco, è che la band si sia tuffata in un sound legato agli anni ’90, con più spazio per le chitarre, melodie più carezzevoli e un approccio rock’n’roll non convenzionale per un album gioiosamente ispirato e suonato.
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