You Heartbreaker You, il ritorno da solista di Jehnny Beth.
Secondo album in studio per la musicista e attrice francese Jehnny Beth, uscito il 29 agosto via Fiction Records. La frontwoman della band post-punk Savages torna in versione solista, a cinque anni di distanza da To Love Is To Live, con un disco viscerale e abrasivo che non passa inosservato. Anticipato, a maggio, dal singolo Broken Rib con un ottimo video diretto da Johnny Hostile, You Heartbreaker You è una sorta di ritorno alla matrice punk-industrial delle origini, che ha caratterizzato i due album delle Savages, abbandonando le tinte più pop del lavoro precedente.
L’album
Nove brani inediti della durata compresa tra i due e i tre minuti ciascuno per un totale di circa ventisette minuti, che incorporano elementi di punk, noise e industrial con pochissime concessioni al facile ascolto. Il lavoro pare creato e registrato con l’intento di catturare l’energia e la passione delle esibizioni live care all’artista. Jehnny Beth affronta temi come la perdita e la disillusione con crudezza e sincerità, senza lasciare spazio a compromessi. Argomenti tradotti in musica con piglio feroce e aggressivo tanto da creare un’atmosfera tesa anche laddove spunta uno spiraglio di finta pacatezza.
Le nuove canzoni
Si parte con Broken Rib, un brano brutale e magnetico con un ritornello contundente che non lascia spazio a immaginazione: “We learn to breathe with a broken rib”. Ancora più tirata la seconda traccia, No Good For People, dove l’animo punk degli esordi è ancora più presente che altrove per arrivare al momento più abboccato dell’intero lavoro: Out Of Mt Reach. Qui i toni si stemperano e la melodia ha un che di cantabile quasi a dimostrare che Jehnny Beth, se vuole, può sempre raggiungere un pubblico più pop.
Per il resto You Heartbreaker You procede in maniera omogenea alternando episodi più hard core ad altri meno impetuosi pur rimanendo in un ambito ben definito. Buona prova quindi per un’artista polivalente (la ricordiamo al cinema per Anatomia di una caduta). Forse quello che manca, e che sarebbe lecito aspettarsi, è semplicemente un qualcosa di nuovo, o che non ricordi per forza qualcos’altro, ma in fondo va (abbastanza) bene anche così!
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