Chantal Acda tra continuità e discontinuità in The Whale.
«Per la prima volta i testi sono ispirati da storie che non sono solo le mie. Sono universali ma legate alle storie che giungono a me dai membri della band. E’ come un libro che abbiamo scritto tutti insieme», spiega Chantal Acda a proposito del suo nuovo The Whale. Si tratta di una piccola svolta nella carriera della cantante e musicista olandese di nascita, ma ormai belga d’adozione. D’altra parte al disco partecipano musicisti con i quali la Acda ha rapporti artistici e umani di lunga data, a partire dal suo compagno di vita e batterista Eric Thielemans, con Chris Eckman, qui in veste di produttore, ha condiviso varie esperienze fra cui il bellissimo progetto Distance, Light and Sky, col bassista Alan Gevaert dei dEUS, il tastierista e suonatore di eufonio Niels van Heertum e il chitarrista Gaetan Vandewoude la collaborazione sia su disco che live è ormai più che consolidata, e chi ha assistito ai loro concerti avrà percepito l’atmosfera di complicità e consonanza fra i musicisti.
L’universo di Chantal Acda
In The Whale ritroviamo quell’universo interiore che oscilla fra fragilità, forza d’animo, desiderio di quiete, bisogno di trovare riparo dalle storture del mondo e trovare la forza di continuare a sperare, che caratterizza l’intensa poetica di Chantal Acda. La sua musica è un luogo in cui l’intimità, l’introspezione, la sensibilità della cantautrice divengono linguaggio universale in cui ognuno si può con emozione e piacere ritrovare. La sua voce fragile, dolce e a tratti polverosa è, oltre che bellissima, emotivamente coinvolgente e capace di toccare le corde più profonde del nostro cuore.
Ma Chantal è anche una gran musicista, nella sua carriera non si è mai seduta sugli allori, ha sperimentato, osato, collaborato con musicisti di estrazione diversa, dal jazzista Bill Frisell al nostro Bruno Bavota, a Rutger Zuydervelt sperimentatore e minimalista, e questo si ritrova nell’alta qualità degli arrangiamenti, che non fungono da semplice supporto ai testi e alla voce, ma che si ergono anche loro a protagonisti anche per la forza espressiva e la qualità dei singoli musicisti coinvolti.
The Whale
The Whale, che esce per la Starman Records, è opera riuscitissima e una delle perle più lucenti di una discografia di assoluto valore.
Il disco si apre con le atmosfere eteree e crepuscolari della title track che ci cullano in un luogo sospeso e senza tempo grazie ai suoni sommessi delle chitarre e dell’eufonio. Segue l’inquieta e jazzata Safery con in evidenza il creativo drumming di Thielemans e i sette minuti della bellissima Heads convulsa e dal tiro indie rock che nella lunga coda finale dà il via ai nervosi fraseggi degli strumenti e a suoni rumorosi e irrequieti. Hit the Vierge è ambientata dentro un’auto in un giorno grigio e piovoso e rende il senso di protezione che si prova, lasciamo le sua atmosfere intime con l’efficace arrangiamento jazz di Togetherness per ritornarvi con l’onirica e sognante Move Ourselves, prima che l’assorta Rivers e la corale e ariosa Make it Work chiudano questo The Whale, ennesimo ottimo lavoro a nome Chantal Acda.
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