Iris Silver Mist ripropone il Nord abilmente evocativo di Jenny Hval.
Jenny Hval ha ormai conquistato un posto di tutto riguardo nella scena musicale odierna – per quanto in un ambito di nicchia – grazie a un sound unico che combina elementi art-pop e ambient creando atmosfere originali e suggestive. La cantautrice norvegese rappresenta tutto ciò che ci si aspetta da un ideale Grande Nord in musica: remoto, immaginifico e aurorale. Al tempo stesso l’utilizzo di linee melodiche accattivanti le consente di raggiungere anche un pubblico più distante dal suo ambito di appartenenza.
Iris Silver Mist
Il nuovo capitolo, intitolato Iris Silver Mist, è uscito a maggio di quest’anno, a tre anni di distanza da Classic Object e a sei da The Practice Of Love, il suo lavoro più pop, grazie al quale Hval si è fatta conoscere da una platea più vasta. Iris Silver Mist, pur dimostrando un’ulteriore crescita artistica e una sempre rinnovata capacità di sperimentare, risulta essere più etereo e meno incisivo degli ultimi lavori. Detto questo, un album di Jenny Hval resta sempre un’esperienza immersiva, che vale la pena ascoltare.
Le nuove canzoni
Tredici nuovi brani esplorano in maniera puntuale e disinvolta temi quali l’assenza, la sintonia e la percezione più intima di sé, ispirati dall’esperienza della pandemia e dei relativi lock down. Iris Silver Mist è un album introspettivo, quasi un diario sensoriale in grado di creare una connessione profonda con l’ascoltatore. Connessione che quando non funziona può creare attimi di distrazione, spaesamento o distanza. In ogni caso non mancano i momenti, degni di nota, che fanno pensare che Jenny Hval, se vuole, è in grado di stupire piacevolmente.
L’apertura con Lay Down, e la successiva To Be A Rose, sono una dimostrazione di come è possibile confezionare brani pop, di classe, anche in un album che poi vira in altre direzioni. Il momento migliore rimane The Artist Is Absent meravigliosamente incomprensibile nel suo incedere martellante, quasi dance: unica grande sorpresa in attesa di un album mainstream, che forse Jenny Hval non ha assolutamente in programma.
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