Stella Donnelly - Love and FortuneRemote Control/Dot Dash Recordings

Stella Donnelly torna alla musica con Love and Fortune.

Dopo il grande successo di Beware of the Dogs (2019) e dopo Flood (2022), Stella Donnelly si è concessa tre anni lontani dalla musica anche dovuti a una di crisi artistica e personale, durante la quale ha persino lavorato come panettiera. La cantante australiana torna oggi con un nuovo album, abbandonata però dall‘etichetta Secretly Canadian: dopo averne pianto un’intera giornata, si è rimboccata le maniche e ha inciso Love and Fortune con la libertà di chi ricomincia da capo, come se fosse tornata al suo primo EP.

A tratti la sua voce eterea, accompagnata dalle melodie folk dell’album, restituisce all‘ascoltatore delle atmosfere albioniche, anche se non sembra finita l’ispirazione indie pop, sopratutto americano, sulla sua musica. Questo Love and Fortune allora è un introspezione cantautorale sul cambiamento, sul dolore e sulla cura di sé, sull’amore e sulla fortuna, appunto, ispirata dalla fine di un’amicizia importante.

Canzoni e atmosfere del disco

Standing Ovation inizia come un canto di chiesa delicato che lascia spazio all’indie-rock del finale. Being Nice è un semplice giro di accordi di chitarra contrappuntato e controcantato da backing vocals molto ben composte. Feel It Change potrebbe essere una canzone di Cat Power per la bassline e il ritmo accattivanti, ma il pezzo rimane in generale un po’ monotono e non decolla. Il testo inizia con questi versi: “Ho espresso un desiderio guardando un satellite, che tu venissi da me a dirmi che avevo ragione, che sono l’amica perfetta che non fa mai del male, che mi ami ancora e che potremmo andare avanti”.

Baths ricorda qualche traditional inglese, una ninna nanna in cui la voce non è accompagnata da niente fuorché da un sintetizzatore che fa da bordone, sfortunatamente il pezzo dura solo 1:50 perché la melodia è un sogno avvolgente. Year Of Trouble è pezzo sentito, caratterizzato da cori che fanno humming, e la voce è accopagnata da un pianoforte brillante in crescendo a cui si aggiungono dei sintetizzatori che imitano un arrangiamento d’archi: probabilmente il momento più bello dell’album. Please Everyone sembra una voce bianca che si esibisca in un canto di Natale, con qualche pennellata di chitarra elettrica.

W.A.L.K. è un bel rock arioso anni 2000 tipo Wilco. Friend è una breve ballata pianoforte-voce che parla di lettere mai spedite a un’amica. Ghosts è l’unico pezzo del disco assieme a Laying Down che viri decisamente verso il pop, per quanto rimanga una scrittura elegante. Love and fortune, la title track, è un altro pezzo al piano, con modulazioni interessanti anche se non particolarmente complesse, e potrebbe ricordare le sorelle Unthanks per il canto preciso sorretto da un pianoforte in tonalità minore.

Laying Down sceglie di cambiare completamente atmosfera, inoltrandosi in una zona dark che nel ritornello si apre a una melodia del tutto dream pop. Potremmo dire che è il difetto dell’album, perché esula troppo dalla sonorità del resto del disco, ed è stata scelta addirittura come traccia conclusiva.

Love and Fortune avvia una nuova fase nella carriera di Stella Donnelly

Non è perfetto questo Love and Fortune ma più che una svolta potrebbe segnare un nuovo inizio nella carriera di Stella Donnelly, che ha cominciato a mettere insieme il folk e il pop. E potrebbe essere una formula vincente per il futuro.

Nell’album ritroviamo momenti riflessivi e momenti creativi, il tutto senza allontanarsi troppo dall’indie-pop degli esordi e dal romanticismo di Flood. Dopo averlo sentito un paio di volte ci si affeziona alle canzoni e l’ascolto è gradevolissimo, specialmente i pezzi piano-voce, o Baths di sola voce. La produzione più scarna e la durata dei pezzi più breve del solito lo suggerisce: si tratta di una Stella Donnelly inedita e più autentica, in qualche modo più dolce. Sebbene non eccelso, sicuramente il più bel disco dell’artista.

Stella Donnelly - Love and Fortune
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Amo la critica letteraria e quella musicale. Sono laureato in Arts, Lettres, Langues alla Sorbona di Parigi, e in Letterature moderne e Spettacolo all'Università di Genova. Il mio sito web è https://carlomeola.altervista.org/  

Di Carlo Meola

Amo la critica letteraria e quella musicale. Sono laureato in Arts, Lettres, Langues alla Sorbona di Parigi, e in Letterature moderne e Spettacolo all'Università di Genova. Il mio sito web è https://carlomeola.altervista.org/  

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