Instant Holograms On Metal Films dice che dopo tanto tempo è bello ritrovare gli Stereolab.
A prescindere da qualsiasi pensiero strutturato o considerazione critica si era ben disposti davanti a un nuovo album in studio degli Stereolab a 15 anni di distanza da Not Music. Forse perché Tim Gane e LætitiaSadier ci sono sembrati gli amici gentili che potremmo avere se vivessimo a Parigi o Londra piuttosto che distaccati intellettuali prestati alla musica (e che peccato si siano separati…). E anche Mary Hansen continuiamo a percepirla come amica nonostante sia morta tragicamente nel 2002.
Stereolab – Instant Holograms On Metal Film: l’approccio iniziale è un po’ difficoltoso…
Eppure i primi minuti del primo ascolto di Instant Holograms On Metal Films non davano i risultati sperati. Certo, il suono era sempre quello del tanto amato Emperor Tomato Ketchup, ovvero pop anni ’60 mescolato con afinità elettive canterburiane, scansioni kraut e tocchi sperimentali. Al tempo stesso la percezione era di un certo manierismo e di un incedere risaputo nonostante gli inserimenti di nomi nuovi quali Marie Merlet, Joe Watson e Xavi Muñoz e nonostante momenti comunque belli come il frnch touch di La Coeur Et a Force o il frizzante tema da colonna sonora immginaria Electrified Teenybop!. Ti trovi a pensare che il tempo passa anche per loro o, peggio, che passa sopratutto per te e sei diventato più cinico, triste, incattivito.
…ma poi le cose cambiano in meglio
Il miracolo trasformativo lo fa, poco dopo metà scaletta, Esemplastic Creeping Eruption. Evidentemente serviva una scintilla per ritrovare qualche via d’acccesso alla vecchia magia, un guizzo che qui è dato da un andamento liquido alla Hatfield & The North e dagli eleganti incastri di voci. Da questo punto in avanti tutto scorre secondo quelle aspettative che fino a un momento prima parevano disattese: If You Remember I Forgot How To Dream pt. 1 ritorna agli amati anni ’60 con la consueta levità e buffo inglese con pronuncia francese (altro marchio di fabbrica Stereolab); Flashes from Everywhere è malinconica e cinematografica; Colour Television innesca una polemica antiborghese aguzza eppure raffinata, If You Remember I Forgot How To Dream pt. 2 chiude in chiave malinconica con reminiscenze vocali di Robert Wyatt.
A questo punto è bello ripartire dal’inizio e rendersi conto che Lætitia, Tim e gli altri ci sono sempre, giusto un po’ più malinconici, ma questo è comprensibile. Speriamo di non dover aspettare altri 15 anni per reincontrarli.
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