Un raro live nella carriera del compianto Warren Zevon: Epilogue: Live At The Edmonton Folk Festival.
Nella discografia di Warren Zevon rientrano dischi assai diversi, come lo sbagliatissimo debutto, Wanted Dead Or Alive (1970), e un’accoppiata di capolavori, Warren Zevon (1976) e Excitable Boy (1978), ambedue realizzati sotto l’egida e il conforto di Jackson Browne. In seguito Zevon ha prodotto lavori ottimi come The Envoy (1982) e Sentimental Hygiene (1987) assieme ad altri mediamente riusciti, discontinui, ma sempre con qualche brano che si faceva notare per originalità, scrittura e vigore. Rari invece i dischi dal vivo, con il fin troppo rude Stand In The Fire (1980) unico a raccogliere un’esibizione full band. Il successivo live, Learning To Flinch (1993), riportava invece una lunga selezione da un tour totalmente solista. Esce ora Epilogue: Live At The Edmonton Folk Festival (Omnivore) che risale al 2002; sarà l’ultima apparizione in pubblico prima della diagnosi di mesotelioma che portò Zevon alla morte l’anno dopo.
In concerto durante un festival canadese
Il documento è storicamente importante, visto che gli organizzatori del festival canadese avevano fatto modificare la line-up prevista per fargli spazio. Nell’occasione Zevon veniva accompagnato dal multistrumentista Matt Cartsonis (chitarra, dulcimer, violino e voce) suo collaboratore fisso dell’epoca. Come già in Learning To Flinch, alcune delle canzoni avrebbero meritato una band di supporto e la scaletta contiene solo alcuni dei grandi successi di Zevon (Werewolves Of London, Lawyers, Guns And Money, Poor Poor Pitiful Me e Play It All Night Long) assieme a brani meno noti.
Due cover a sorpresa
La vera sorpresa sono due cover, motivate probabilmente dalla location canadese: la prima è A Case Of You di Joni Mitchell, mentre la seconda è la ballata folk Canadee-I-O, che qualcuno ricorderà nel repertorio di Nic Jones. La presenza di questi due brani può bastare per considerare necessaria questa uscita, che denuncia qualche mancanza, qualche piccolo difetto, ma concorre a riempire il grande vuoto lasciato da un artista irregolare e insostituibile.
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