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A SCUOLA DA JOHN VIGNOLA – 4: UN PRIMO MAGGIO E DIECI DOMANDE

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Anche quest’anno John Vignola ha seguito in diretta per Radio Due il ‘concertone’ organizzato da Cgil. Cisl e Uil in Piazza s. Giovanni, a Roma. Ecco le sue impressioni ancora piuttosto a caldo. 

 

Edizione 2013 in tono minore?

Edizione in tono italiano, senza ospite internazionale, come ultimamente, e comunque con nomi di peso e qualche progetto interessante come quello di Govanni Sollima e i 100 violoncelli. Edizione al risparmio, dunque. Il problema è che con  la disoccupazione al 38% il tono minore è il problema, appunto, minore.

La parte pomeridiana è un momento ‘stato dell’arte’ per la musica italiana. Riscontri?

Le prime due-tre ore del concerto sono state le migliori, grazie anche ai gruppi vincitori del concorso. Ho percepito qualche segno di sprovincializzazione rispetto al passato. Penso, ad esempio, a Honeybird & The Birdies che hanno trasferito un po’ di aura psichedelica persino a Enzo Avitabile al muppet show dei Bottai. Poi i Motel Connection hanno rinormalizzato la situazione.

Scandalo cancellato (Fabri Fibra), scandalo neutralizzato (Ensi), scandalo innescato (Management del Dolore Post-Operatorio e il loro preservativo-ostia). Tutto molto rituale e un po’ scontato…

Dettagli, decorazioni prive d’inventiva. Il problema è quello dell’impostazione dell’evento che si ripete ormai uguale a se stesso da quasi 25 anni. Ormai non vale neppure più la retorica dell’antiretorica.

Quindi sei d’accordo con Susanna Camusso, secondo cui qualcosa nel meccanismo va cambiato…

Sì, anche se il mio è un punto di vista rock’n’roll, ovvero si ferma alla musica che gira intorno al Primo Maggio.

La conduzione di Geppi Cucciari ha ricevuto qualche critica.

L’ho trovata nell’insieme brava, vivace e, in ogni caso, migliore di altri che l’hanno preceduta. Ricordo, ad esempio, un Castellitto totalmente fuori parte.

Si chiede anche un conduttore esperto di musica…

Un conduttore che sapeva di musica, Carlo Massarini, all’inizio ci fu. Non mi pare così importante, però. La gente è lì per l’evento più che per sentire discorsi sul rock o sul folk.

Elio e le storie tese….

La loro idea del meta-Primo Maggio descritto in Complesso del Primo Maggio è un eterno ritorno e una centrifuga; è un Feste di piazza di Bennato aggiornato alla fine delle ideologie. Elio manda in cortocircuito deflagrante il generale impoverimento dei linguaggi musicali odierni, il rock’n’roll  sempre giovane e sempre vecchio. Pensa, ad esempio, agli Africa Unite riuniti con la formazione di vent’anni fa.

Il concertone può lanciare un giovane musicista?

Più che altro può slanciarlo, farlo conoscere al pubblico dei coetanei. Invece gli addetti ai lavori pigri non si schiodano.

Chi ti è piaciuto di più?

Marta sui Tubi.

Voto all’evento?

Sette, ricordando, come dice Roberto Giacobbo, ehm, che la cultura di oggi è il divertimento di domani.

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