Baustelle - L'amore e la violenza Recensione
Warner Music - 2017

Recensione 1: Baustelle – L’Amore E La Violenza

Baustelle - L'amore e la violenza Recensione

Warner Music – 2017

Premessa: non sono neppure paragonabile a Rudyard Kipling, ma, esattamente come han fatto i protagonisti di questa storia, mi ci “ispiro”:

Se potessimo ipotizzare che cosa sarebbero certi complessi musicali (che bella definizione che non si usa più) se prima non ci fosse stato, che ne so, X o Y.
Se potessimo rendere vergini le orecchie ad ogni ascolto, toglierci dalla memoria ogni riferimento e riuscire quindi a sentire, come fosse la prima volta di ogni volta, la musica e trovarla sempre nuova ed entusiasmante. (L’Amore E La Violenza è in tal senso un esempio da manuale)

Baustelle 2017: poesia o narcisismo?

Se potessimo suggerire agli autori dei testi che con il parlar forbito, intervallato dal turpiloquio, non si fa poesia ma esercizio ben noto a Narciso.
Se, aspettando il nuovo lavoro del complesso musicale Baustelle, avessimo avuto qualche dubbio sul fatto che la presenza di Pino Pischetola, sodale di Battiato da tempo, avrebbe reso le sonorità del disco molto simili a quelle tipiche degli anni’80 bandierabiancati e danzanti, le canzoni ce lo hanno più che confermato.
Se le chansons di Serge e Jaques hanno contato tanto per Bianconi, lui ci restituisce tutto il suo effetto Madeleine proustiano e di questo, per chi non sa chi siano Serge e Jacques, lo ringraziamo, almeno qualcuno se li andrà a cercare.

Meglio la maniera, e Sandokan, dell’autotune

Se l’impostazione vocale di Bianconi e Bastreghi assomiglia sempre di più alla maniera, prendiamo atto che meglio, in alcuni casi ma senza esagerare, la maniera all’autotune o ai cloni di Baroni e Giorgia.
Se un brano vi ricorda Superstition di Stevie Wonder non state sognando, ma state ascoltando un campione di Sandokan degli Oliver Onions.

Se vi piace ricordare quanto siete stati sciocchi a disprezzare la discomusic negli anni d’oro e adesso la rimpiangete, qui c’è qualche preziosa pillola di quattro quarti. Attenzione però perché i testi dei brani sono dicotomici rispetto allo zompare qui e lì sulla pista.
Se l’elettronica vintage vi piace e volete un perfetto compendio di brani che ne facciano un utilizzo tutt’altro che parco o decorativo, ce n’è per i beati, come si dice dalle mie parti.

L’Amore E La Violenza è solo nostalgia per over 40?

Se volete ascoltare un disco che vi solletichi il palato musicale nostalgicato dal passar del tempo e vi urti il sistema neurovegetativo e uditivo dal punto di vista vocale e letterario al contempo, L’Amore E La Violenza” del complesso Baustelle (che nei credits si offrono come autori di soundtracks su richiesta), farà sicuramente per voi. Anzi, lo fa già almeno da tre decadi.

Poiché il voto può variare tranquillamente da 4 a 8, il giusto mezzo è: 

Baustelle L'Amore E La Violenza
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1 Response

  1. Fabio ha detto:

    Signore pieta’ …..

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