Janelle Monae – Dirty Computer
Atlantic - 2018

Recensione: Janelle Monáe – Dirty Computer

La consacrazione di Janelle Monáe, un’artista trasversale.

Janelle Monae – Dirty Computer

Atlantic – 2018

Sono passati cinque anni dall’ultimo lavoro di Janelle Monáe. L’artista americana esordisce nel 2010 con The ArchAndroid, a cui segue The Electric Lady nel 2013. Con i primi due dischi si fa immediatamente notare da critica e addetti ai lavori. Prince, per citare un nome, collabora in un brano, Givin’ Em What They Love, contenuto in Electric Lady e i Duran Duran la assoldano per il loro singolo Pressure Off del 2015.

 

Oltre all’attività musicale Janelle Monáe gioca su altri fronti con successo. Come attrice recita in tre film tra i quali Moonlight, vincitore di un Oscar nel 2016. Il suo volto appare più volte sulle copertine di varie riviste. Janelle “fa tendenza” e anche il mondo della moda la vuole. Siamo quindi di fronte a una vera artista multitasking in tutto il suo metro e 52 di statura. Versatilità e impegno su tutti i fronti segnano l’inizio di una carriera che in pochi anni  diventa inarrestabile e costellata di vittorie. Anche se le vendite dei dischi non sono così brillanti come potremo attenderci.

Dirty Computer: un disco per tutti i gusti

Veniamo dunque al nuovo capitolo. La tanto attesa terza prova fa subito centro e convince la critica all’unisono. L’operazione è perfetta, quasi troppo, ineccepibilmente studiata per accontentare anche l’ascoltatore più scettico. Dirty Computer è un compendio musicale che abbraccia tutti gli stili che caratterizzano questi primi anni del terzo millennio. La squadra di collaboratori che hanno lavorato al progetto completano il tutto confezionando uno dei migliori prodotti dell’anno.

Le nuove canzoni di Janelle Monáe

Partiamo dai due singoli: Make Me Feel e Pink. “Prince stava effettivamente lavorando all’album con me prima che passasse a un’altra frequenza, e mi ha aiutato a trovare alcune sonorità”. La dichiarazione dell’artista giustifica i richiami al genio di Minneapolis presenti nei due pezzi in questione. Se oggi Prince avesse sfornato due brani del genere si parlerebbe di un nuovo capolavoro. Lasciamo perdere le critiche relative all’eccessiva somiglianza, dal momento che è palesemente dichiarata.

 

Make Me Feel è una perla pop-funky che cattura dalle prime note. Stesso discorso vale per Pink. Siamo nel 2018 e Kiss oggi suonerebbe così. Il resto dell’album scorre vivace e spumeggiante alternando momenti dannatamente pop ad altri più impegnati. Sempre rimanendo, almeno in superficie, brioso e divertente. Ecco quindi sfumature anni ’80 per Crazy, Classic Life e Take A Byte, sulle quali aleggia addirittura il fantasma di Madonna delle origini. Ottimo il contributo di Pharrell Williams in I Got The Juice, altro brano candidato all’heavy rotation. Non manca l’impegno sul fronte sociale. In Django Jane, il brano più rap del disco, si parla di discriminazione razziale; l’artista si è più volte schierata su questo fronte e qui non si risparmia.

 

Princesse Janelle

Dirty Computer è quindi un disco grazie al quale Janelle Monáe si conferma come star della black music e non solo, inserita a tutto tondo nel mainstream. Visto il personaggio non resta che chiederci cosa succederà ora.

Janelle Monáe - Dirty Computer
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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

Mauro Carosio

Written by

Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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