Kate Tempest - The Book of Traps and Lessons
Fiction - 2019

Recensione: Kate Tempest – The Book of Traps and Lessons

Il ritorno della poetessa Kate Tempest con The Book of Traps and Lessons.

Kate Tempest - The Book of Traps and Lessons

Fiction – 2019

Nel 2016, la scrittrice e musicista londinese Kate Tempest  raccontava il Regno Unito contemporaneo con un affresco in chiave hip-hop (Let Them Eat Chaos). Un’opera davvero straordinaria che chiudeva con l’immagine dei sette giovani protagonisti, vicini di casa che si incontrano per la prima volta in strada alle 4:18 del mattino attratti da un improvviso temporale, ma in realtà mossi dal bisogno di stabilire un contatto umano. The Book of Traps and Lessons riprende proprio da lì. Stavolta però niente più personaggi di fantasia: stavolta Kate Tempest parla di sé. Thirsty, brano d’apertura, la vede immortalarsi in modo ben poco lusinghiero “marciando per la città, come una predicatrice esaltata dai suoi stessi discorsi”, ma incapace di darsi alla donna che desidera e che la ama.

I temi del disco

È solo riconoscendo di essere intrappolata e isolata dalla paura di amare, dalla paura di comprendere e amare ‘l’altro’ (non è certo casuale la scelta l’immagine di copertina, che ritrae le isole del Regno Unito) che potrà cominciare quel percorso di redenzione che la Tempest avverte essere necessario tanto a se stessa quanto ai suoi compatrioti dell’Era della Brexit.  Un percorso ricco di lezioni (quelle del titolo), non ultima quella di empatia: “Menti a te stesso se credi che il mio dolore non sia il tuo dolore” dice in Brown Eyed Man, “io però l’ho visto quel tuo sussulto quando mi hanno colpita”. Lezioni che, come più tardi sussurra in chiusura, potranno insegnare a “riconoscere la tenerezza nel volto della gente”.

 

Rick Rubin produce Kate Tempest in The Book of Traps and Lessons

Sensibile all’introspezione dei testi, Rick Rubin, che produce (Kanye West, Gossip, James Blake, Lana Del Ray, Jay Z), elimina quasi totalmente le sonorità dubstep che contraddistinguevano le precedenti uscite discografiche della Tempest. Al loro posto ritmi sommessi e ipnotici usati con estrema parsimonia e accordi in chiave minore, affidati a pianoforte e archi tessono una leggera trama di sottofondo contro la quale la voce della Tempest si staglia con vigore. Il risultato è un’opera di grande intensità che però forse ha più in comune con il genere spoken word che non con quello musicale. E che, come tale, richiede una tipo di attenzione diversa da quella che si usa accordare a un album di ‘musica’.

Kate Tempest - The Book of Traps and Lessons
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Giovanni Ferrari

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Cresciuto con una dieta a base di Bowie, disco e rock'n'roll - primi amori che non si dimenticano. Di questi tempi un po' old skool, ma forse solo per pigrizia: metti su un pezzo di Kendrick Lamar e guarda che fusa ti faccio...

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