Recensione Wilco Schmilco
dBpm - 2016

Recensione: Wilco – Schmilco

Recensione Wilco Schmilco

dBpm – 2016

“I try to stay busy…” cantavano i Wilco alcuni anni fa  in uno dei brani migliori di Sky Blue Sky, narrando la storia di un uomo che cercava di non farsi sopraffare dal dolore per essere stato lasciato dalla compagna.

Un ritorno ai massimi livelli per Wilco

La stessa cosa deve aver pensato di fare Jeff Tweedy per lenire i dolori causati dalle avversità della vita. Quando ha deciso di immergersi a capofitto nella scrittura dei brani che lo hanno portato nel giro di soli tre anni a pubblicare ben tre album, oltre ad intraprendere un intenso calendario di esibizioni dal vivo.

E sotto quel cappellone calcato sulla testa con il quale ci siamo abituati a vederlo negli ultimi tempi deve essere riuscito anche a trovare una sorta di equilibrio interiore.

Poco ci importa se basato su una negatività gioiosa, come Tweedy stesso ha definito l’essenza che ha generato la scrittura dei brani di Schmilco (il titolo è una specie di citazione-omaggio al cantautore Harry Nilsson e al suo album Nilsson Schmilsson), perché anche questo, dopo Sukierae e Star Wars, è un disco di altissimo livello.

L’anima acustica di Jeff Tweedy e di Schmilco

Questa volta vengono lasciati quasi totalmente da parte l’avant rock e le vertiginose moltitudini di binari su cui il suono dei Wilco aveva cominciato a muoversi.

Fatta eccezione per i brani Common Sense e Locator, che si smarcano dal filo conduttore del disco, affidato all’anima più acustica del gruppo. Folk minimale e intriso di blues, dove l’impronta melodica dolceamara e nostalgica delle ballate si trasforma in una perfetta sintesi dello stile di alcuni grandi del passato. Lennon in primis. Una formula di cui forse solo Tweedy,gli Eels e Elliot Smith sono riusciti a scoprire il segreto e a riproporla in modo personale.

Shrug and Destroy, If I Ever Was a Child, We Aren’t The World sono gemme preziose che confermano il già evidente stato di grazia di questa grande famiglia di musicisti di notevole valore riuniti attorno al loro leader. Lo sa bene chi ha avuto la fortuna di vederli dal vivo nelle loro recenti date italiane. In quella sorta di never ending tour che li sta portando in giro per il mondo e che toccherà nuovamente l’Italia a novembre.

9.5/10

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