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Classifiche: I migliori dischi del 2019

Introduzione

Quando si assembla una classifica dove confluiscono i migliori dischi del 2019 di un buon numero di persone non si sa mai quale possa essere il risultato finale. E quali considerazioni se ne possano trarre. A un primo sguardosi può comunque dire che i nostri Top Tom sono una brillantissima babele fatta di linguaggi diversi ma tutti carattezizzati da una sfumatura almeno di stranezza, quando non addirittura un netto disprezzo per l’ovvietà. In questo commento iniziale giochiamo a non nominare  gli artisti presenti nei Top Tom 2019 – anche se forniamo indizi… A voi il piacere di scoprire le posizioni di classifica scorrendo le varie sezioni.

Il podio di Tomtomrock

Cominciamo esaminando il nostro podio. Vince un disco aspro, difficile, in realtà molto coinvolgente ad opera di un’artista dai trascorsi personali non facili.Al secondo posto c’è un lavoro molto più mainstream, persino patinato, siglato da una cantautrice-fotomodella e caratterizzato da un glamour insolito, quasi arcano. E poi c’è il concept-album di un buffo giovanotto che qualche anno fa veniva accusato di essere il solito rapper frivolo, deprivato e sessista e che oggi propone un suono personale e articolato dove il rap si fonde con la psichedelia e il soul. E quanto alla sessualità del nostro…

Una classifica (anche) al femminile

Un altro elemento desta subito interesse. Al primo e al secondo posto ci sono – come visto – due donne. Ma attenzione: “l’altra metà del cielo” si prende anche la quinta e sesta piazzacon un disco all’insegna di un sofferto tra r&b elettronico e l’altro caratterizzato da un minimalismo emo peraltro di grande successo. No, non si tratta di quote rosa, semplicemente di un bel segnale: è pressoché finito il tempo delle fascinose eccezioni al dominio maschile (Marianne Faithfull, Joni Mitchell, Björk), e nemmeno vale la pensa parlare di musica al femminile. Il superamento della questione di genere non riguarda soltanto la mascolinità o la femminilità, ma anche gli ambiti musicali.

I migliori dischi del 2019 senza generi e senza confini

Diciamo una cosa forte: chi vuole ascoltare buona musica sappia che ne troverà a iosa nelle uscite discografiche del 2019, ma deve fare uno sforzo, deve superare le sue idiosincrasie i suoi settarismi e, magari, anche i suoi razzismi sonici. Parlare di genere (che sia rap, pop, folk, rock o soul) è una questione di convenienza. Poi però ciò che conta è il “di più” e il “diverso” che caratterizza la buona musica. Buona musica che sta in suoni e luoghi diversissimi.

Le prime 10 posizioni

Ecco che, per completare l’esame delle prime dieci posizioni, abbiamo  crooner inglesi dark.romantici, un travolgente combo congolese, un duo belga che cerca di difendere il rock dalla sua crisi (peraltro in una dimensione piuttosto sofisticata), due fratelli della banlieue pariginabravissimi a mischiare rap, rock e musica araba e un  cantautore statunitense che supera la sua crisi esistenziale scrivendobelle melodie. Dall’elenco si può recepire un altro segnale “babelico”. Non ci sono più solo Gran Bretagna e Stati Uniti, ma tanti altri paesi di tutti i continenti e il ritorno in scena dell’Africa senza paternalismi “world” è un evento importante. (Un po’ in ribasso è l’Oceania, presente solo con un celebre australiano storicamente molto amato da Tomtomrock. Il suo disco diquest’anno ha però riscosso pareri contrastanti tra le nostre firme, come spiegheremo meglio nella sezione “le perplessità di Tomtomrock”.)

Altri elementi della classifica dei migliori dischi del 2019 Tomtomrock

Si diceva dei generi sonori e del loro “di più”. Una parte della classifica di Tomtomrock è caratterizzata da una curiosa alternanza fra due mondi sonori in apparenza antitetici, il rap e il folk. A proposito del primo, Tomtorock ne ha sempre sottolineato la carica inventiva tanto per la capacità di assimilare altri linguaggi (uno degli artisti menzionati è un fan di Nick Drake e Brian Wilson) quanto per la capacità di raccontare storie di vita vissuta. Per quel che concerne il folk, dopo il ritorno d’interesse negli anni ‘00 (qualcuno ricorda il NAM – New Acoustic Movement – e il weird folk?)le cose erano un po’ ristagnate. Il 2019 ha invece visto l’uscita di diverse cose interessanti, in generale caratterizzate da una cupezza di toni che, in un genere per sua natura molto “sensibile”, va considerata figlia dei nostri tempi.

La crisi del rock?

Se ne è accennato poco sopra. Detto che l’età dei nostri toptommers varia dai 18 ai 74, occorre aggiungereche i rockers in classifica sono pressoché tutti sopra i 50.Si dice che il rock classico – quello con le chitarrone – sia in crisi e funzioni quasi solo nella dimensione del raduno live. Inoltre i dischi rock monopolizzano la nostra sezione Top Flop e anche questo non è un bel segnale. Musica bolsa, ripetitiva, egoriferita e in più sdegnosa rispetto ad altri linguaggi.

Vorremmo però aggiungere una considerazione che chiude il cerchio rispetto a quanto detto all’inizio. Se abbiamo parlato di proficua babele di linguaggi come tratto caratterizzante del 2019 sonico, è anche perché questa babele ha un suo padre nobile proprio nel rock degli anni d’oro. Una musica che era creativa proprio perché si faceva contaminare senza problemi dal jazz e dal folk, dalla rabbia e dall’idea di espansione delle menti. E da tante altre cose. Ecco perché il nostro sito è ancora contento di chiamarsi Tomtomrock.

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