Joe Ely, 1947-2025

Un ricordo di Joe Ely. Amarillo (Texas) 9 febbraio 1947/ Taos (New Mexico) 15 dicembre 2025.

“Joe era un grande musicista , un cantante americano unico. Ho avuto la fortuna di poterlo considerare un vero amico. Mi mancheranno la sua compagnia e la sua voce” (Bruce Springsteen).

Con la scomparsa di Joe Ely il Texas perde un’altra delle sue numerose e vivide stelle. Joe era un musicista eclettico e appassionato e da figlio amorevole, seppur ribelle, del Lone Star State, ha tratto forza, energia e ispirazione dalla natura solitaria e ruvida della sua terra. Al di là dello stereotipo, dev’esserci qualcosa di profondamente autentico nell’iconografia texana fatta di strade assolate, polvere, deserti aridi e spazi immensi che amplificano ed enfatizzano il senso di solitudine.

Il Texas e Joe Ely

Eppure, Joe Ely ha sempre fatto ritorno a casa, anche quando con i Flatlanders di Butch Hanckock, raggiunse una buona visibilità, anche quando dai club di Austin si trovò catapultato nei palchi di mezzi mondo dove ebbe modo di esibirsi (e non in veste di semplice comprimario) al fianco di artisti di primissimo piano.

Musicista di frontiera, irrequieto e talentuoso, Ely seppe esprimere una visione indipendente e alternativa della musica country. Con indubbia abilità, la “contaminò” con le sonorità rock di cui era appassionato e con le inevitabili influenze tex-mex che la vicinanza col Messico gli forniva a piene mani. Questo perfetto crossover, è l’essenza di uno dei suoi lavori più apprezzati: Letter to Laredo. L’album è una vera apoteosi di ballate intimiste, storie di frontiera, rock’n’roll, slide guitar e luminose sonorità che dal Rio Grande superano, con la loro implacabile e placida energia, ogni confine geografico e artistico.

Da indomabile Lord of The Highway (e questo è un diretto riferimento ad un altro dei suoi  album imperdibili) Joe Ely viaggiò moltissimo, si esibì con successo negli Stati Uniti e in Europa, senza mai abbandonare l’idea, a suo modo romantica e sentimentale, di tornare a casa. Una musica così vitale, travolgente e poetica, attirò l’ammirata attenzione di Bruce Springsteen  (che collaborò alla realizzazione di Letter to Laredo) e dei Clash. La band di Joe Strummer colse l’irregolare e impetuosa bellezza della musica di Joe Ely, così intimamente vicina allo spirito punk e gli affidò l’apertura del tour di London Calling.

Il cielo del Texas ha visto brillare nella notte un numero infinito di stelle luminose. Ma quelle più incantevoli appartengono alle anime solitarie di Townes Van Zandt, Guy Clark e Janis Joplin. È triste constatare che ora farà bella mostra di sé in quel cielo stellato e pienio di musica, anche quella di Joe Ely.

print

Nata a Genova in tempi remoti. Speaker radiofonica presso varie emittenti locali, ha condotto il programma Raisteronotte. Ha scritto per alcune riviste specializzate, tra le quali il Mucchio Selvaggio

Di Ida Tiberio

Nata a Genova in tempi remoti. Speaker radiofonica presso varie emittenti locali, ha condotto il programma Raisteronotte. Ha scritto per alcune riviste specializzate, tra le quali il Mucchio Selvaggio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.