John Prine

Articolo: John Prine, 1946-2020

Un saluto a John Prine, cantore dell’ordinario emblematico.

John Prine

L’odiosa malattia del 2020 si è presa John Prine. Il cantautore nativo di Plywood, Illinois, aveva 73 anni e la sua salute era già molto, molto minata da problemi cardiaci e respiratori. Da qualche anno viveva a Nashville.
Dal primo, omonimo, album del 1971 (un classico non solo della musica acustica) fino a Tree Of Forgiveness (2018) lo stile e le canzoni di John Prine non sono molto cambiate. Forse perché le persone e le situazioni di cui raccontano nemmeno quelle sono molto cambiate. A dispetto delle novità tecnologiche e delle mutazioni sociali ci sono sempre grandi lutti e piccole gioie, ci si sposa e ci si separa, ci si racconta storie divertenti e storie tristi. E a volte le due dimensioni si confondono in un sapore che è tipico di John Prine, l’agrodolce. Le sue sono canzoni-rifugio. Ce n’è una per ogni momento della giornata, per ogni momento della vita.

La stima dei colleghi musicisti e i classici del repertorio di John Prine

Per questo suo talento descrittivo, e per il suo buon carattere, Prine era molto stimato dai colleghi musicisti. Bruce Springsteen, in un commosso ricordo (“entrambi siamo stati chiamati nuovi Dylan”), lo ha definito “patrimonio nazionale”. E Justin Vernon/ Bon Iver ha aggiunto “Una buona parte di ciò che sono come persona, per non dire come musicista, è merito di John Prine. Lui è il mio numero 1”. Nel 2002 i Low gli dedicarono un fosco brano semplicemente intitolato con il suo nome. Un disco-tributo, Broken Hearts & Dirty Windows – The Songs of John Prine. è uscito nel 2018 con la partecipazione, fra gli altri, di Justin Vernon, Conor Oberst e Drive-By Truckers.

I classici del suo repertorio sono tanti e sono stati tante volte reinterpretati: Paradise, Sam Stone, Hello In There, Blue Umbrella, Fish & Whistle, Jesus The Missing Years. A titolo di curiosità, Christmas in Prison fu la fonte d’ispirazione per Natale di Francesco De Gregori.

Due canzoni di John Prine molto vicine a noi

 

Ma ci sono altri due canzoni, meno note, che oggi – in questo oggi – è importante ricordare. La prima richiama uno slogan-auspicio di questi giorni, “andrà tutto bene”, che non sappiamo se e come si realizzerà. Parimenti Everything is cool oscilla fra dolore e speranza. “E’ tutto magnifico/ E’ tutto a posto/ Un po’ prima di Natale la mia bambina è andata via/ Ha attraversato il mare/ Fino a un’isola/ Mentre i ponti bruciavano scintillando/ Così lontana dalla mia terra/ E’ la valle degli indifferenti”. Se le premesse sono fosche, la conclusione è luminosa, quasi biblica: “Ho visto centomila corvi/ Che se ne volavano per il cielo/ Ed era come se formassero una lacrima/ Nell’occhio di un angelo dai capelli neri/ Quella lacrima è caduta tutt’intorno a me/ E ha lavato via le mie colpe/ Adesso è tutto magnifico/ Adesso tutto è a posto”.

La seconda canzone è alla fine dell’ultimo disco, Tree of Forgiveness, e oggi suona come un epitaffio dove l’ironia trionfa sul lutto: “Quando andrò in paradiso metterò su una band di rock’n’roll /…/E mi farò un cocktail con vodka e birra/ E fumerò una sigaretta lunga nove miglia/…/ Aprirò un locale e si chiamerà L’albero del perdono/  e perdonerò tutti quelli che mi hanno ferito/ Magari anche qualche critico/ Uno di quei sifilitici parassiti/ Gli pagherò una pinta di Smithwick’s/ E col mio charme li renderò più simpatici”.

John Prine se ne è andato con stile, il suo stile. E con quella voce che il tempo, e una complicata operazione chirurgica, avevano reso più profonda e commovente.

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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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2 Responses

  1. Avatar 'Claudio Berutti' ha detto:

    bellissimo ricordo

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