Johnny Marr @ Estragon, Bologna

7 novembre 2025: Johnny Marr in concerto a Bologna.

Ultima tappa del tour di Johnny Marr all’Estragon di Bologna. All’arrivo ci si aspetta un pubblico dagli anta in su. Mentre da buon vecchietto mi dirigo verso la transenna davanti al mixer (dove poggiare giubbotti ed evitare di rimanere fermo e in piedi per ore), con un vicino scherziamo sulla coda di uomini al bagno evidentemente per naturali problemi di prostata. Puntuali alle 20.30 cominciano i Clockwork. Post punk energico che riesce a catturare il pubblico da parte di questi nuovi astri nascenti provenienti da Galway (ed atterrati a Londra con la benedizione di Bernard Butler), in cerca di fama spinti dal successo internazionale di Fountaines DC e Murder Capital.

Un’eccellente esibizione dall’inizio alla fine, anche se il pubblico vuole soprattutto i pezzi degli Smiths

Alle 21.00, da buon englishman, Johnny Marr arriva sul palco con le sue chitarre d’ordinanza, quelle che non mi fanno dormire la notte. Generate Generate apre la scaletta con la sua sirena ad annunciare un live intenso. Rock’n’roll sudato (ma senza eccedere) ricco di momenti forti  e salti di cuore quando partono i leggendari brani degli Smiths. In tutta onestà gran parte del pubblico è qui per cantare quelli. Marr fa bene la sua parte cercando di ridare dignità vocale a canzoni a create anche da lui, oltre che da Morrissey. Se provate a chiudere gli occhi durante l’attacco dell’arpeggio di This Charming Man la magia sembra ritornare e si accende il desiderio di una reunion che forse non si avverrà mai. Il resto della band contribuisce a dare solidità al sound mentre Marr giogioneggia sulle chitarre, fra arpeggi e svisate.

L’encore è l’ultimo abbraccio col pubblico tramite un trittico mozzafiato: la cover di The Passenger, Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before e la chiusura di There is a Light That Never Goes Out a suggellare una serata di emozioni, ricordi e la performance di un grande chitarrista co-fondatore di una band galattica la cui energia  promette sicuramente ancora tanta nuova musica. See Ya Johnny Fuckin’ Marr.

Le foto sono di Emanuele Olivi

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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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